Sentenza n. 24651 del 2023: La valutazione della finalità di cessione a terzi nella detenzione di stupefacenti

La recente sentenza n. 24651 del 22 febbraio 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, offre un'importante riflessione sul complesso tema della detenzione di sostanze stupefacenti e, in particolare, sulla finalità di cessione a terzi. In questo articolo, analizzeremo i punti salienti della sentenza, evidenziando le implicazioni per il diritto penale italiano e l'approccio dei giudici di merito nella valutazione di tali fattispecie.

Il contesto della sentenza

Il caso in oggetto riguarda l'imputato A. G., il quale era stato condannato per detenzione di sostanze stupefacenti con l'accusa di cessione a terzi. La Corte di Appello di Palermo, in data 13 aprile 2022, aveva esaminato la questione, ma la decisione è stata poi impugnata in Cassazione. La Corte ha quindi ribadito che la valutazione sulla finalità di cessione a terzi rientra nel giudizio di merito del giudice, un aspetto cruciale che merita di essere approfondito.

La massima della sentenza

Finalità di cessione a terzi - Valutazione del giudice di merito - Giudizio di mero fatto - Insindacabilità in sede di legittimità - Condizioni. La valutazione del giudice di merito che affermi, neghi o esprima un dubbio sulla finalità di cessione a terzi della detenzione di sostanze stupefacenti è un giudizio di mero fatto che, come tale, si sottrae al sindacato di legittimità se sorretto da motivazione immune dal vizio di manifesta illogicità, risultante dallo stesso testo della sentenza. (Conf.: n. 2522 del 26/01/1996, Rv. 204957-01).

Questa massima sintetizza l'essenza della decisione della Corte, sottolineando che la valutazione sulla finalità di cessione a terzi è un giudizio di mero fatto. Ciò significa che la Corte di Cassazione non può sindacare questa valutazione, a meno che essa non sia viziata da manifesta illogicità. In altre parole, se il giudice di merito offre una motivazione chiara e coerente, la sua decisione resta insindacabile in sede di legittimità.

Implicazioni per il diritto penale

  • La sentenza stabilisce un importante principio: il giudizio sulla finalità di cessione è affidato al giudice di merito.
  • Gli elementi di prova presentati durante il processo devono essere adeguatamente valutati per fondare una decisione.
  • La motivazione della sentenza deve essere immune da illogicità per essere considerata valida.

In conclusione, la sentenza n. 24651 del 2023 riafferma il principio secondo cui la valutazione della finalità di cessione a terzi nella detenzione di sostanze stupefacenti è appannaggio del giudice di merito. Questo approccio garantisce una certa stabilità nelle decisioni giuridiche e tutela i diritti degli imputati, evitando che un sindacato eccessivo da parte della Cassazione possa compromettere l'equità del processo. La chiarezza nella motivazione delle decisioni è, pertanto, essenziale per assicurare un giusto processo.

Studio Legale Bianucci