Sentenza n. 48103 del 2023: L'identità personale dell'imputato e il Codice Univoco di Identificazione

La recente sentenza n. 48103 del 26 settembre 2023, emessa dal Tribunale di Isernia, offre spunti di riflessione significativi riguardo all'accertamento dell'identità personale degli imputati nel contesto penale. In particolare, la decisione chiarisce l'importanza del Codice Univoco di Identificazione (CUI) quale strumento fondamentale per garantire la certezza dell'identità fisica dell'imputato, anche nel caso in cui questi presenti false generalità.

Il contesto giuridico della sentenza

La questione centrale della sentenza è l'accertamento dell'identità personale in relazione all'imputato, il quale, nel caso specifico, aveva declinato false generalità. La Corte sostiene che, nonostante l'imputato abbia fornito informazioni errate sulla propria identità, il CUI attribuitogli consente una identificazione inequivocabile. Questo aspetto è cruciale per la tutela dei diritti dell'imputato e per il corretto svolgimento del processo penale.

La massima della sentenza

Imputato che abbia declinato false generalità - Attribuzione del Codice Univoco di Identificazione - Certezza dell’identità fisica - Ragioni. In tema di accertamento della identità personale, l'imputato che abbia declinato false generalità deve considerarsi compiutamente identificato attraverso la procedura all'esito della quale gli sia stato attribuito il Codice Univoco di Identificazione (CUI), che lo distingue inequivocabilmente da ogni altro consociato.

Questa massima sottolinea che il Codice Univoco di Identificazione (CUI) non è solo un numero, ma un elemento essenziale per garantire che ogni individuo sia riconosciuto in modo unico e distinto all'interno del sistema giuridico. La sentenza, quindi, evidenzia come l'attribuzione del CUI rappresenti una forma di protezione per il giusto processo e per l'integrità del sistema legale.

Riferimenti normativi e giurisprudenziali

  • Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 66: Norme relative all'identificazione dell'imputato.
  • Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 68: Disposizioni generali sull'identità personale.
  • Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 349: Relativo alla prova dell'identità nel processo penale.
  • DPR 07/04/2016 num. 87 art. 2: Riguardo all'implementazione del CUI.

Questi articoli normativi, insieme alla giurisprudenza passata, come le sentenze n. 11082 del 2017 e n. 32082 del 2014, mostrano un consolidato orientamento volto a garantire la certezza dell'identità personale nel processo penale, rafforzando così la fiducia nella giustizia.

Conclusioni

La sentenza n. 48103 del 2023 rappresenta un importante passo avanti nella disciplina dell'identità personale nel diritto penale. L'adozione del Codice Univoco di Identificazione emerge quindi come strumento imprescindibile per garantire il rispetto dei diritti degli imputati e l'efficacia del procedimento penale. La certezza dell'identità fisica non è solo un aspetto tecnico, ma un principio fondamentale per la giustizia, che deve essere sempre tutelato e rispettato.

Studio Legale Bianucci