Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: analisi della sentenza n. 51714 del 2023

La sentenza n. 51714 del 23 novembre 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, offre un'importante riflessione sulla configurabilità del reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Questa pronuncia si inserisce in un contesto giuridico complesso, dove i confini tra i vari ruoli all'interno di un sodalizio criminoso possono risultare sfumati. L'analisi della Corte si concentra sulla necessità di una comunanza di scopo tra i partecipanti, chiarendo che la diversità degli obiettivi personali non impedisce la configurabilità del reato.

Il contenuto della sentenza

La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della configurabilità del reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, è sufficiente l'esistenza di un comune interesse a immettere droga sul mercato. Questo aspetto è cruciale, poiché la sentenza chiarisce che il vincolo associativo persiste anche tra venditori e acquirenti, nonostante le differenti motivazioni personali di ciascun associato. La Corte ha affermato:

Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti - Configurabilità del reato - Condizioni - Interesse comune a immettere droga sul mercato - Diversità degli scopi personali perseguiti dagli associati - Irrilevanza - Fattispecie. Ai fini della configurabilità del delitto di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, è sufficiente l'esistenza tra i partecipi di una durevole comunanza di scopo, costituito dall'interesse a immettere droga sul mercato del consumo, sicché il vincolo associativo sussiste anche tra venditori e acquirenti della sostanza, non rilevando la diversità dei fini personali e degli utili che i singoli si propongono di ottenere dallo svolgimento dell'attività criminale.

Le implicazioni giuridiche

Questa sentenza ha importanti implicazioni giuridiche, sottolineando che la mera partecipazione a un sodalizio criminoso, finalizzato al traffico di stupefacenti, è sufficiente per configurare il reato, indipendentemente dagli scopi personali dei singoli membri. Ciò significa che anche coloro che agiscono principalmente come acquirenti possono essere considerati parte di un'organizzazione più ampia, se vi è un'intesa duratura e un obiettivo condiviso. Tale interpretazione si allinea con il principio di pericolosità sociale previsto dal nostro ordinamento, che mira a reprimere non solo i singoli atti di traffico, ma anche le strutture organizzate che lo sostengono.

  • Riferimenti normativi: DPR 10/09/1990 num. 309 art. 74
  • Giurisprudenza consolidata: sentenze precedenti che confermano questa interpretazione
  • Importanza della comunanza di scopo

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 51714 del 2023 della Corte di Cassazione rappresenta un importante punto di riferimento per la giurisprudenza in materia di traffico di stupefacenti. Essa chiarisce che la presenza di una comunanza di scopo tra i membri di un sodalizio criminoso è sufficiente per configurare il reato di associazione, indipendentemente dagli scopi individuali. Questa interpretazione contribuisce a rafforzare la lotta contro il traffico di sostanze stupefacenti, evidenziando la necessità di un approccio giuridico che consideri la realtà complessa delle reti criminali.

Studio Legale Bianucci