Commento alla Sentenza n. 28659 del 2024: Inammissibilità dell'Atto di Appello senza Dichiarazione di Domicilio

La recente sentenza n. 28659 del 7 marzo 2024, depositata il 17 luglio 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre un'importante riflessione sulle modalità di presentazione degli atti di appello, in particolare riguardo all'obbligo di indicare un domicilio per la ricezione delle comunicazioni legali. Il caso in esame ruota attorno all'imputato L. V., la cui impugnazione è stata dichiarata inammissibile per mancanza della necessaria dichiarazione di domicilio, sollevando interrogativi sulla corretta applicazione delle norme processuali.

Il Contesto Normativo

La questione centrale della sentenza si basa sull'articolo 581, comma 1-ter, del codice di procedura penale, che stabilisce l'obbligo di indicare un domicilio presso cui ricevere le comunicazioni nel momento in cui si presenta un atto di appello. Questa disposizione mira a garantire che le parti possano essere informate in modo tempestivo delle varie fasi del processo, evitando situazioni di incertezza e garantendo il diritto alla difesa.

La Massima della Sentenza

Atto di appello sprovvisto della dichiarazione o elezione di domicilio - Inammissibilità - Successiva proposizione, in termini, di ulteriore atto di appello munito della dichiarazione o elezione di domicilio - Rilevanza - Esclusione Ragioni. In tema di impugnazioni, l'atto di appello sprovvisto della dichiarazione o elezione di domicilio risulta inammissibile anche nel caso in cui, in pendenza del termine per impugnare, sia depositato un ulteriore atto di appello cui sia allegata la dichiarazione o elezione di domicilio, risolvendosi quest'ultimo nella mera ripetizione di quello originario, finalizzata, attraverso l'indicata allegazione, ad eludere la "ratio" del disposto di cui all'art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen.

Questa massima chiarisce che anche se un nuovo atto di appello viene presentato con la dichiarazione di domicilio, questo non può sanare la mancanza del primo atto. La Corte ha quindi evidenziato l'importanza della formalità e della tempistica nella presentazione degli atti processuali.

Implicazioni Pratiche della Sentenza

Le implicazioni di questa sentenza per la prassi legale sono molteplici:

  • Rispetto delle Formalità: Gli avvocati devono prestare particolare attenzione a rispettare le formalità previste dalla legge per la presentazione degli atti di appello.
  • Tempistiche: È fondamentale presentare un atto di appello completo e corretto nei termini stabiliti, evitando così l'inammissibilità.
  • Consapevolezza Legale: Le parti coinvolte nel processo devono essere consapevoli delle conseguenze derivanti dalla mancanza di una corretta formalizzazione degli atti.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 28659 del 2024 della Corte di Cassazione rappresenta un importante precedente in materia di impugnazioni. Essa sottolinea non solo l'importanza delle formalità nel processo penale, ma anche la necessità di una corretta indicazione del domicilio, in modo da garantire il diritto alla difesa e la trasparenza delle comunicazioni legali. Gli avvocati e le parti coinvolte devono dunque prestare attenzione a queste disposizioni per evitare conseguenze sfavorevoli nei procedimenti legali.

Studio Legale Bianucci