Commento alla Sentenza n. 31121 del 14/05/2024: Investigazioni Difensive e Rigetto di Accesso ai Luoghi

La sentenza n. 31121 del 14 maggio 2024, emessa dal Tribunale di Ragusa, offre importanti spunti di riflessione riguardo alle investigazioni difensive e alle modalità di accesso ai luoghi privati. In particolare, il giudice per le indagini preliminari ha dichiarato inammissibile la richiesta di accesso a luoghi non aperti al pubblico, sollevando interrogativi sulla natura e i limiti delle investigazioni difensive preventive.

Il contesto normativo e la decisione del GIP

Il provvedimento si basa sull'articolo 391-septies del codice di procedura penale, il quale regola le modalità di accesso ai luoghi nel contesto delle investigazioni difensive. La Corte ha chiarito che non è abnorme il rigetto di tale richiesta, in quanto esso non interrompe il procedimento né si pone al di fuori del sistema processuale. Questo aspetto è cruciale, poiché evidenzia l'importanza della prevenzione nell'ambito delle indagini difensive.

Investigazioni difensive preventive - Richiesta di autorizzazione di accesso ai luoghi ex art. 391-septies, cod. proc. pen. - Rigetto - Abnormità - Esclusione - Ragioni. In tema di investigazioni difensive, non è abnorme il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari, in ragione della natura preventiva dell'attività d'indagine difensiva, rigetta la richiesta di accesso ai luoghi privati o non aperti al pubblico, formulata ai sensi dell'art. 391-septies cod. proc. pen., trattandosi di decisione, non impugnabile, che non si pone al di fuori del sistema processuale, né determina una stasi del procedimento.

Riflessioni sulla giurisprudenza e sulle implicazioni pratiche

La decisione del GIP si inserisce in un quadro giurisprudenziale ben definito, dove le precedenti sentenze (N. 42588 del 2005, N. 46270 del 2005, N. 48475 del 2019) hanno già affrontato questioni simili. Queste pronunce confermano che il rigetto di richieste di accesso ai luoghi privati, quando motivato da ragioni di natura preventiva, non costituisce un'eccezione alle regole generali del processo.

  • Il rigetto è una decisione non impugnabile.
  • Non determina interruzioni nel procedimento.
  • Rappresenta una tutela per la privacy e i diritti dei terzi.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 31121 del 2024 rappresenta un importante punto di riferimento per le investigazioni difensive in Italia. Essa conferma la legittimità del rigetto di accesso ai luoghi privati, sottolineando la necessità di bilanciare i diritti degli imputati con quelli dei terzi. Le impalcature normativi e giurisprudenziali delineati dalla Corte offrono un quadro chiaro, che potrebbe influenzare le future indagini difensive.

Studio Legale Bianucci