Analisi della Sentenza n. 28046 del 2024: Impugnazione e Vizi di Notifica

La sentenza n. 28046 del 30 maggio 2024, pronunciata dalla Corte di Cassazione, rappresenta un'importante riflessione sui principi che governano l'impugnazione in ambito penale, in particolare riguardo ai vizi di notifica. In questa decisione, la Corte affronta la questione della decorrenza del termine di impugnazione in caso di omessa notificazione dell'avviso di deposito della sentenza a uno dei difensori dell'imputato, fornendo chiarimenti significativi sulla sanabilità di tali vizi.

Il Contesto della Sentenza

Il caso in esame coinvolge l'imputato G. O., il quale ha visto la propria posizione legale influenzata dalla mancata notifica dell'avviso di deposito della sentenza a uno dei suoi difensori. La Corte di Appello di Lecce, nel 2022, aveva già emesso una decisione su questo punto, ma la questione è stata ulteriormente esaminata dalla Corte di Cassazione. La massima della sentenza sottolinea che:

Omessa notificazione dell'avviso di deposito della sentenza a uno dei difensori dell'imputato - Decorrenza per esso del termine di impugnazione - Esclusione - Attività svolta nel giudizio – Sanatoria del vizio di notifica - Configurabilità - Fattispecie. La mancata notifica dell'avviso di deposito della sentenza a uno dei difensori rende inoperante, nei suoi confronti, la decorrenza del termine per l'impugnazione, ma lo svolgimento, da parte del predetto, delle attività difensive nel corso del giudizio di impugnazione sana il vizio e preclude ogni censura. (Fattispecie in cui la Corte ha affermato che l'esercizio del diritto di difesa da parte del codifensore non notiziato che non aveva chiesto di essere restituito nel termine per proporre ricorso e aveva presentato una memoria con la quale deduceva la nullità della sentenza di appello per l'omesso avviso di deposito, esprime inequivocabilmente la rinuncia alla facoltà di proporre autonoma impugnazione).

Implicazioni della Decisione

Questa sentenza ha importanti implicazioni per il diritto di difesa e per le modalità di esercizio delle impugnazioni. In particolare, evidenzia i seguenti aspetti:

  • La decorrenza del termine di impugnazione è sospesa in caso di omessa notifica, a meno che non ci siano attività difensive svolte durante il processo di impugnazione.
  • L'attività difensiva del codifensore non notiziato può sanare il vizio di notifica, precludendo ogni futura contestazione.
  • La rinuncia a proporre un'autonoma impugnazione deve essere esplicita e può derivare dalla presentazione di memorie e dalla partecipazione attiva al processo.

Questi principi sono in linea con le disposizioni del Nuovo Codice di Procedura Penale, in particolare gli articoli 548 e 585, che regolano le modalità di impugnazione e le conseguenze di eventuali vizi formali.

Conclusioni

La sentenza n. 28046 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella tutela del diritto di difesa, chiarendo le circostanze in cui un vizio di notifica può essere sanato. È fondamentale per gli operatori del diritto comprendere questi principi, poiché essi possono influenzare significativamente l'esito di un processo penale. La corretta gestione delle notifiche e la consapevolezza dei diritti di impugnazione sono essenziali per garantire una difesa efficace e rispettosa delle norme.

Studio Legale Bianucci