Divieto di avvicinamento alla persona offesa: commento sulla sentenza n. 24351 del 2023

La sentenza n. 24351 del 28 aprile 2023 rappresenta un importante passo nella giurisprudenza italiana riguardante le misure cautelari personali, in particolare il divieto di avvicinamento alla persona offesa. Questa pronuncia, depositata il 6 giugno 2023, offre una chiara interpretazione dell'articolo 282-bis del codice di procedura penale, evidenziando il ruolo cruciale delle misure di protezione per le vittime di reati violenti.

Il contesto giuridico

Il divieto di avvicinamento è una misura che viene adottata per garantire la sicurezza delle persone offese, spesso in situazioni di violenza domestica o stalking. La sentenza in esame chiarisce che questo divieto è considerato una prescrizione accessoria all'allontanamento dalla casa familiare, come previsto dal comma 2 dell'articolo 282-bis del codice di procedura penale. L'importanza di tale misura risiede nella sua capacità di tutelare le vittime, creando un margine di sicurezza necessario per il loro benessere.

Divieto di avvicinamento alla persona offesa - Prescrizione accessoria all'allontanamento dalla casa familiare ex art. 282-bis, comma 2, cod. proc. pen. - Ammissibilità. Il divieto di avvicinamento alla persona offesa rientra tra le prescrizioni accessorie all'allontanamento della casa familiare che l'art. 282-bis, comma 2, cod. proc. pen., laddove attribuisce al giudice il potere di conformare la misura attraverso l'indicazione delle relative modalità e limitazioni.

Analisi della sentenza

La Corte ha ribadito l'ammissibilità del divieto di avvicinamento come strumento necessario per garantire una protezione efficace alle vittime. L'articolo 282-bis, comma 2, conferisce al giudice la facoltà di stabilire le modalità e le limitazioni di tale misura, permettendo così una personalizzazione che tiene conto delle specifiche circostanze di ogni caso. Questo aspetto è fondamentale, poiché consente di adattare le misure di protezione in base alle esigenze e alle situazioni delle persone coinvolte.

  • Il divieto di avvicinamento può essere esteso anche a luoghi specifici.
  • Il giudice può valutare il rischio di recidiva e la gravità della situazione.
  • Le modalità di attuazione possono essere modificate nel tempo in base all'evoluzione del caso.

Conclusioni

La sentenza n. 24351 del 2023 offre una visione chiara e dettagliata sull'importanza del divieto di avvicinamento come misura di protezione per le persone offese. La possibilità per il giudice di personalizzare le prescrizioni accessorie rappresenta un significativo passo avanti nella tutela delle vittime di violenza. Le misure cautelari, come quelle trattate in questa sentenza, non solo mirano a punire il colpevole, ma anche a garantire un ambiente sicuro per chi ha subito abusi, evidenziando la centralità della persona offesa nel sistema giuridico italiano.

Studio Legale Bianucci