Commento alla Sentenza n. 26803 del 2023: Interruzione della Prescrizione e Decreto di Citazione in Appello

La sentenza n. 26803 del 16 marzo 2023, depositata il 21 giugno dello stesso anno, offre un'importante chiarificazione in merito alla questione della prescrizione nel contesto del diritto penale. In particolare, la Corte di Cassazione si è espressa sull'ammissibilità del decreto di citazione per il giudizio di appello come atto interruttivo della prescrizione. Questo articolo si propone di spiegare il significato della sentenza, i suoi presupposti normativi e le implicazioni pratiche per gli operatori del diritto.

Il Contesto Normativo

Il riferimento principale in questa sentenza è l'art. 160, comma secondo, del codice penale, il quale afferma che determinati atti possono interrompere il corso della prescrizione. La Corte ha stabilito che il decreto di citazione per il giudizio di appello rientra in questa categoria, grazie alla sua genericità nel riferimento agli atti interruttivi. Questo aspetto è fondamentale poiché implica che non è necessario un elenco esaustivo di atti per considerare validi quelli che interrompono la prescrizione.

La Massima della Sentenza

Atti interruttivi - Decreto di citazione per il giudizio di appello - Annoverabilità tra gli atti interruttivi - Sussistenza. In tema di prescrizione, rientra nel novero degli atti che ne interrompono il corso anche il decreto di citazione per il giudizio di appello, in ragione della genericità del riferimento al decreto di citazione contenuto nell'art. 160, comma secondo, cod. pen.

Questa massima evidenzia l'importanza del decreto di citazione non solo come atto procedurale, ma come strumento che ha la potenzialità di influenzare il termine della prescrizione. Il Decreto di citazione funge dunque da attivatore di una serie di meccanismi giuridici che possono prolungare la possibilità di perseguire un reato, in quanto interrompe il decorso del termine di prescrizione.

Implicazioni Pratiche della Sentenza

Le conseguenze pratiche di questa decisione sono molteplici, non solo per gli avvocati e le parti coinvolte in un processo penale, ma anche per il sistema giuridico nel suo complesso. Tra le principali implicazioni troviamo:

  • Rafforzamento della tutela dei diritti delle parti in appello.
  • Chiarezza interpretativa riguardo agli atti interruttivi della prescrizione.
  • Possibilità di prolungare il termine di prescrizione in situazioni di appello, evitando che la scadenza possa generare ingiustizie.

In sintesi, la sentenza n. 26803 del 2023 non solo chiarisce un aspetto rilevante del diritto penale, ma contribuisce a creare un quadro più equo per tutte le parti coinvolte nei procedimenti penali.

Conclusioni

In conclusione, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 26803 ha fornito un importante contributo alla comprensione del meccanismo di interruzione della prescrizione, stabilendo che il decreto di citazione per il giudizio di appello è un atto che interrompe il decorso della stessa. Questo chiarimento è essenziale per garantire un giusto processo e per tutelare i diritti di tutte le parti coinvolte. Gli operatori del diritto dovranno tenere in considerazione questa sentenza nella loro pratica quotidiana, poiché potrebbe avere ripercussioni significative nella gestione dei casi penali.

Studio Legale Bianucci