Analisi della Sentenza n. 25957 del 2023: Favorire l'immigrazione clandestina e il dolo specifico

La sentenza n. 25957 del 2023 rappresenta un significativo intervento della Corte di Cassazione in merito alla configurazione del reato di favoreggiamento della permanenza di immigrati clandestini nel territorio dello Stato. Questo pronunciamento si distingue per la sua analisi approfondita dell'elemento soggettivo, in particolare del dolo specifico, essenziale per la configurabilità di tale delitto. Cercheremo di comprendere insieme i dettagli di questa sentenza e le sue implicazioni legali.

Il contesto normativo e la fattispecie

Il reato in questione è disciplinato dall'articolo 12, comma 5, del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, che punisce chi favorisce la permanenza nel territorio dello Stato di cittadini stranieri irregolari. La Corte, nell'esaminare la fattispecie, ha sottolineato che l'elemento soggettivo richiesto è il dolo specifico, ossia la volontà di trarre un ingiusto profitto dalla situazione di illegalità dei migranti.

  • Il dolo specifico si manifesta attraverso l'imposizione di condizioni onerose e gravose per i migranti.
  • È fondamentale dimostrare che l'imputato agisca con l'intento di sfruttare economicamente la condizione di vulnerabilità degli immigrati.
  • La Corte ha escluso la sussistenza del dolo specifico nel caso specifico, in quanto l'imputato agiva per ottenere vitto e alloggio.

La massima della sentenza

Favoreggiamento della permanenza nel territorio dello Stato di immigrati clandestini - Elemento psicologico - Dolo specifico - Necessità - Oggetto - Fattispecie. L'elemento soggettivo richiesto per la configurabilità del delitto di cui all'art. 12, comma 5, d.lgs 25 luglio 1998, n. 286, è il dolo specifico, costituito dal fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dei cittadini stranieri, mediante l'imposizione di condizioni particolarmente onerose ed esorbitanti dal rapporto sinallagmatico. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza del dolo specifico sul rilievo che l'imputato aveva agito allo scopo di ricevere vitto e alloggio e di effettuare prelievi con la carta bancomat).

Questa massima evidenzia come la Corte di Cassazione non si limiti a considerare la condotta dell'imputato, ma si sofferma sull'intento che la guida. Nel caso esaminato, l'imputato non ha agito per sfruttare i migranti, ma piuttosto ha cercato di soddisfare le proprie necessità di sopravvivenza, il che ha portato alla sua assoluzione.

Conclusioni

La sentenza n. 25957 del 2023 offre spunti importanti per comprendere la distinzione tra il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e le azioni motivate da esigenze di sussistenza. La chiara delineazione del dolo specifico come elemento imprescindibile per la configurabilità del reato rappresenta un forte segnale di attenzione da parte della giurisprudenza italiana. Per gli operatori del diritto, è essenziale tenere presenti questi principi nella gestione di casi simili, al fine di garantire una corretta applicazione della norma e la tutela dei diritti fondamentali degli individui coinvolti.

Studio Legale Bianucci