Commento alla Sentenza n. 50710 del 2023: Patteggiamento in Appello e Congruità della Pena

La sentenza n. 50710 del 10 novembre 2023 della Corte di Cassazione rappresenta un importante chiarimento in materia di patteggiamento in appello, in particolare riguardo alla determinazione della pena. Questa decisione offre spunti di riflessione non solo per gli operatori del diritto, ma anche per i cittadini che vogliono comprendere meglio il funzionamento del sistema giuridico italiano.

Il contesto della sentenza

Il caso riguarda l'imputato N. M., il quale aveva proposto ricorso avverso una decisione della Corte d'Appello di Bologna. La Corte di Cassazione, affrontando i motivi di ricorso, ha sottolineato un aspetto cruciale: nel concordato in appello ex art. 599-bis del codice di procedura penale, le parti non sono vincolate a criteri di determinazione della pena. Ciò implica che il giudice ha la facoltà di esaminare esclusivamente la congruità della pena finale concordata, senza considerare eventuali errori di calcolo nei passaggi intermedi.

La massima della sentenza

Patteggiamento in appello - Determinazione della pena - Criterio predeterminato - Esclusione - Conseguenze - Sindacato sulla pena finale - Esclusività. Nel concordato in appello ex art. 599-bis cod. proc. pen., le parti non sono vincolate a criteri di determinazione della pena, sicché il giudice può sindacare esclusivamente la congruità della pena finale concordata, senza che rilevino eventuali errori di calcolo nei passaggi intermedi.

Questa massima chiarisce un punto fondamentale: il giudice non deve necessariamente seguire un criterio prestabilito nella determinazione della pena, ma deve piuttosto concentrarsi sulla congruità della pena finale. Ciò significa che, anche se ci possono essere errori di calcolo o valutazioni nei passaggi intermedi del processo, la pena concordata dalle parti può comunque essere approvata, a patto che sia considerata congrua.

Implicazioni pratiche della sentenza

Le implicazioni pratiche di questa sentenza sono molteplici e possono influenzare diversi aspetti del processo penale:

  • Libertà delle parti: Le parti hanno maggiore libertà nella determinazione della pena, potendo concordare soluzioni che ritengono più appropriate.
  • Ruolo del giudice: Il giudice ha un ruolo di controllo sulla congruità della pena finale, garantendo nel contempo che non vi siano errori sostanziali che possano compromettere l'equità del giudizio.
  • Possibili ricorsi: La sentenza potrebbe influenzare in futuro i ricorsi, poiché la congruità della pena potrebbe diventare un argomento centrale nelle impugnazioni.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 50710 del 2023 offre un'importante riflessione sulla natura del patteggiamento in appello e sulla funzione del giudice in questo contesto. La possibilità di escludere criteri predeterminati nella determinazione della pena pone l'accento sulla necessità di un approccio più flessibile, che possa adattarsi alle specificità di ciascun caso. Questo è un passo significativo verso una maggiore giustizia e equità nel sistema penale italiano.

Studio Legale Bianucci