Commento alla Sentenza n. 14873 del 2024: Sanzioni Sostitutive e Motivazione del Giudice

La recente sentenza n. 14873 del 12 marzo 2024, depositata il 10 aprile 2024, offre spunti di riflessione importanti sulla questione delle sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi. In particolare, la Corte ha annullato una sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria che aveva determinato il valore giornaliero della multa senza fornire adeguata motivazione. Questo caso si inserisce in un contesto giuridico in evoluzione, dove la trasparenza e la giustificazione delle decisioni giurisdizionali assumono un ruolo sempre più centrale.

Il Contesto Normativo

La questione affrontata dalla Corte è di particolare rilevanza, soprattutto in relazione all'articolo 56-quater della legge 24 novembre 1981, n. 689, come modificato dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150. Questo articolo stabilisce che, nel caso di sostituzione di pene detentive brevi con sanzioni pecuniarie, il giudice deve considerare le condizioni economiche, patrimoniali e di vita dell'imputato e del suo nucleo familiare.

  • Obbligo di motivazione del valore giornaliero della sanzione pecuniaria
  • Considerazione delle condizioni individuali dell'imputato
  • Impatto della sentenza sul sistema delle sanzioni in Italia

Il Ruolo della Motivazione nelle Decisioni Giudiziarie

Sanzioni sostitutive di pene detentive brevi - Pena pecuniaria sostitutiva - Determinazione del valore giornaliero - Motivazione - Obbligo - Sussistenza - Fattispecie. In tema di sostituzione di pene detentive brevi con pena pecuniaria, il giudice, nel determinare il valore giornaliero della sanzione pecuniaria, è tenuto a motivare in base ai parametri indicati dall'art. 56-quater legge 24 novembre 1981, n. 689, introdotto dall'art. 71, comma 1, lett. d), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, quali le complessive condizioni economiche, patrimoniali e di vita dell'imputato e del suo nucleo familiare. (Fattispecie relativa ad annullamento con rinvio della sentenza della Corte d'appello che aveva determinato in centocinquanta euro il valore giornaliero della multa, senza indicarne le ragioni).

La Corte, sottolineando l'importanza della motivazione, ha ribadito che il giudice non può limitarsi a stabilire un valore astratto per la sanzione pecuniaria. La mancanza di motivazione, come evidenziato nella fattispecie, non solo compromette la legittimità della decisione, ma mette in discussione anche il principio di uguaglianza di fronte alla legge, dato che ogni situazione deve essere valutata in base alle peculiarità del caso concreto.

Conclusioni

La sentenza n. 14873 del 2024 rappresenta un passo significativo verso una giustizia più equa e personalizzata, che tenga conto delle reali condizioni dei soggetti coinvolti. La Corte, richiamando principi fondamentali del diritto penale, invita i giudici a non trascurare l'obbligo di motivazione, essenziale per garantire trasparenza e giustizia nelle decisioni riguardanti le sanzioni pecuniarie. Questo caso, quindi, non solo chiarisce aspetti procedurali, ma contribuisce anche a un dibattito più ampio sulla giustizia e sull'equità nel sistema penale italiano.

Studio Legale Bianucci