Commento alla Sentenza n. 13657 del 2024: L'Abuso nell'Attività di Raccolta Scommesse

La recente sentenza n. 13657 del 16 febbraio 2024 rappresenta un'importante pronuncia della Corte di Cassazione in tema di gioco e scommesse. Essa affronta il delicato tema dell'abuso nell'attività di raccolta di scommesse, sottolineando le responsabilità dei gestori di centri scommesse affiliati a bookmaker comunitari. Analizziamo insieme i punti salienti di questa decisione e le sue implicazioni legali.

Il Contesto Normativo

La sentenza si fonda sull'articolo 4, comma-bis, della legge 13 dicembre 1989, n. 401, che disciplina le attività di gioco e scommesse in Italia. Secondo questa norma, chi esercita abusivamente attività di gioco o scommessa è passibile di responsabilità penale. In questo caso specifico, il gestore di un centro scommesse ha consentito l'utilizzo del proprio conto-gioco, rendendo impossibile identificare chi effettivamente effettuava la giocata.

Le Ragioni della Sentenza

La Corte ha evidenziato che tale comportamento si configura come un'attività di intermediazione abusiva. Questo approccio contrasta con la possibilità riconosciuta agli operatori stranieri di offrire servizi di gioco in modo “puro”, ovvero senza intermediazioni illecite. Le conseguenze di tale illiceità sono significative, poiché compromettono non solo il sistema di tutela dei giocatori, ma anche la regolarità del mercato delle scommesse.

Raccolta di scommesse - Messa a disposizione del proprio conto-gioco da parte dell'operatore italiano - Attività di intermediazione abusiva - Sussistenza - Ragioni - Conseguenze. In tema di esercizio abusivo di attività di gioco o scommessa, risponde del reato di cui all'art. 4, comma-bis, legge 13 dicembre 1989, n. 401, il gestore di un centro scommesse affiliato a un "bookmaker" comunitario che mette a disposizione dei clienti il proprio conto -giochi, consentendo la giocata senza far risultare chi l'abbia realmente effettuata, realizzandosi, in tal modo, un'illegittima attività di intermediazione e raccolta diretta delle scommesse che esclude la configurabilità di un servizio transfrontaliero "puro" dell'operatore straniero, con conseguente irrilevanza di ogni profilo discriminatorio nella partecipazione di quest'ultimo alle gare.

Conclusioni

Questa sentenza mette in luce l'importanza di rispettare le normative vigenti in materia di gioco e scommesse. I gestori di centri scommesse devono essere consapevoli delle conseguenze legali derivanti da pratiche abusive. La Corte di Cassazione, con questa decisione, riafferma la necessità di garantire un mercato del gioco equo e trasparente, tutelando così i consumatori e mantenendo l'integrità del settore. È fondamentale che tutti gli operatori del settore si attengano scrupolosamente alle normative per evitare sanzioni e garantire la legalità delle loro operazioni.

Studio Legale Bianucci