Analisi della Sentenza n. 29332 del 2024: Rito Abbreviato e Termini di Presentazione

La sentenza n. 29332 del 7 marzo 2024 rappresenta un importante punto di riferimento nel panorama del diritto penale italiano, in particolare per quanto riguarda le modalità di presentazione delle istanze di rito abbreviato. Questa decisione, emessa dalla Corte di Cassazione, offre chiarimenti fondamentali sui rapporti tra le diverse tipologie di rito e i relativi termini di presentazione.

Contesto della Sentenza

Il caso analizzato dalla Corte di Cassazione riguardava l'imputata D. P. M. Costantini e il rigetto di una richiesta di rito abbreviato condizionato da parte della Corte d'Appello di Bari. La questione cruciale era se fosse possibile ripresentare una nuova istanza di rito abbreviato condizionato in seguito al rigetto della precedente richiesta, a causa della necessità di acquisire una prova diversa.

Massima della Sentenza

Istanza tempestiva di rito abbreviato condizionato - Udienza fissata ex art. 458, comma 2, cod. proc. pen. - Rigetto - Istanza di rito abbreviato "secco" - Ammissibilità - Ripresentazione della richiesta condizionata a una diversa prova - Esclusione - Ragioni - Fattispecie. In tema di giudizio immediato, è tempestiva la richiesta di definizione con rito abbreviato formulata all'udienza camerale fissata ai sensi dell'art. 458, comma 2, cod. proc. pen., a seguito del rigetto di una precedente richiesta definitoria con rito abbreviato condizionato presentata, a sua volta, entro i termini di legge, in quanto intercorre tra tali riti un rapporto di genere a specie, essendo, invece, preclusa la presentazione, in detta sede, di una nuova richiesta definitoria con rito abbreviato condizionato all'acquisizione di una prova diversa, atteso che vi osta la perentorietà del termine decadenziale di quindici giorni previsto dall'art. 458, comma 1, cod. proc. pen. (Fattispecie verificatasi antecedentemente alla modifica dell'art. 458 cod. proc. pen. ad opera dell'art. 27, comma 1, lett. b, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150).

Implicazioni Giuridiche

La sentenza evidenzia come la richiesta di rito abbreviato formulata all'udienza camerale dopo il rigetto di un'istanza condizionata sia considerata tempestiva, contribuendo così a chiarire il rapporto tra le diverse modalità di giudizio. Tuttavia, la Corte ha escluso la possibilità di presentare una nuova richiesta condizionata in virtù del termine decadenziale di quindici giorni, stabilito dall'art. 458, comma 1, del Codice di Procedura Penale.

  • Rapporto tra riti: L'accoglimento della richiesta di rito abbreviato "secco" è possibile solo se la precedente istanza condizionata è stata presentata nei termini.
  • Limiti temporali: La scadenza per la presentazione di una nuova richiesta è perentoria e non ammette deroghe.
  • Strategia difensiva: Gli avvocati devono pianificare con attenzione le tempistiche e le modalità di richiesta per evitare rigetti e perdere opportunità di difesa.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 29332 del 2024 offre un'importante chiave di lettura sulla gestione delle richieste di rito abbreviato nel processo penale. Gli avvocati e i professionisti del settore devono considerare attentamente le tempistiche e le modalità di presentazione delle istanze per garantire una difesa efficace. Questa decisione della Corte di Cassazione non solo chiarisce aspetti procedurali, ma sottolinea anche l'importanza della strategia difensiva in un contesto giuridico in continua evoluzione.

Studio Legale Bianucci