La sentenza n. 25770 del 2023: chiarimenti sulla configurazione del reato di strage

La sentenza n. 25770 del 17 maggio 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per comprendere la configurazione del reato di strage nel contesto del diritto penale italiano. In questo articolo, analizzeremo i dettagli della sentenza, ponendo particolare attenzione all'interpretazione degli atti diretti a porre in pericolo la pubblica incolumità.

Il contesto della sentenza

La vicenda ha avuto origine da un episodio tragico in cui l'imputato, G. F., ha lanciato intenzionalmente la propria automobile in corsa verso una tavolata di vicini, causando la morte di uno di essi e ferendo altri tre. La Corte d'Appello di Catania, nella sua decisione, aveva qualificato tale condotta come strage, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione, richiamando il principio che definisce il reato di strage.

Elemento materiale del reato - Atti diretti a porre in pericolo la pubblica incolumità – Sussistenza – Fattispecie. Si configura il delitto di strage allorché siano compiuti atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità e non limitati ad offendere la vita di persone determinate. (In applicazione del principio, la Suprema Corte ha annullato con rinvio la decisione di merito che aveva qualificato come strage la condotta dell'imputato, il quale aveva intenzionalmente lanciato la propria automobile in corsa in direzione di una tavolata cui partecipavano i propri vicini, allestita all'interno di un vicolo cieco e senza uscita, provocando la morte di uno di essi e il ferimento di altri tre).

Il significato della massima

La massima contenuta nella sentenza offre un'importante chiave di lettura per comprendere il delitto di strage. Secondo la Corte, affinché si configuri questo reato, non è sufficiente che un atto violento colpisca persone specifiche; è necessario che l'azione sia diretta a porre in pericolo la pubblica incolumità in senso più ampio. Ciò implica che il comportamento dell'imputato debba manifestare una volontà di danneggiare non solo individui, ma l'intera comunità.

  • La condotta deve essere intesa come atti diretti a mettere in pericolo una collettività.
  • È necessario analizzare le circostanze del caso concreto, valutando il contesto e l'intento dell'imputato.
  • Il concetto di pubblica incolumità deve essere considerato nella sua interezza, non limitandosi a situazioni di pericolo immediato e diretto.

Conclusioni

La sentenza n. 25770 del 2023 si pone come un'importante precisazione nella giurisprudenza relativa ai reati contro la pubblica incolumità. Essa chiarisce che il delitto di strage non può essere ricondotto a fattispecie limitate a atti violenti nei confronti di singoli, ma deve tener conto del rischio per la collettività. Questo principio è fondamentale per garantire una corretta applicazione della legge e per tutelare la sicurezza pubblica, elementi essenziali in un ordinamento giuridico che aspira a proteggere i diritti di tutti i cittadini.

Studio Legale Bianucci