La Sentenza n. 28018 del 2023: L'Ammissibilità del Ricorso per Cassazione sul Concordato in Appello

La sentenza n. 28018 del 14 febbraio 2023 della Corte di Cassazione rappresenta un importante punto di riferimento per i procedimenti penali afferenti al concordato in appello. In particolare, questa decisione stabilisce la ricorribilità per cassazione del provvedimento di rigetto del concordato di pena, un aspetto che merita un'attenta analisi sia per le sue implicazioni giuridiche sia per la tutela dei diritti degli imputati.

Il Contesto Normativo

Il concordato in appello, regolato dall'articolo 599-bis del codice di procedura penale, offre agli imputati la possibilità di definire il proprio processo in maniera consensuale, accettando una pena in cambio dell'abbreviazione dei tempi di giudizio. Tuttavia, il rigetto di tale richiesta solleva questioni cruciali, non solo per l'imputato, ma anche per l'equità del processo. La Corte di Cassazione, nella sua sentenza, ha chiarito che il provvedimento di rigetto è suscettibile di verifica e ricorso, ritenendo non giustificabile l'opzione di considerarlo insuscettibile di controllo.

Le Implicazioni della Sentenza

Concordato in appello – Provvedimento di rigetto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Ragioni. Il provvedimento di rigetto del concordato di pena ex art. 599-bis cod. proc. pen. è ricorribile per cassazione unitamente alla sentenza resa all'esito del giudizio. (In motivazione, la Corte ha precisato che l'opposta opzione ermeneutica, secondo cui tale provvedimento è insuscettibile di verifica, non è giustificabile, in quanto il rigetto incide sul contenuto della sentenza, e determina inoltre disparità nel trattamento riservato ai motivi di ricorso formulabili avverso la sentenza reiettiva della richiesta di definizione concordata del giudizio rispetto a quelli che potrebbero essere proposti nei confronti della sentenza nel diverso caso in cui una tale richiesta non sia stata avanzata).

La Corte ha sottolineato che il rigetto del concordato di pena ha un impatto diretto sul contenuto della sentenza finale, creando così una disparità di trattamento. Questo aspetto è cruciale, poiché garantire un'equa possibilità di ricorso è fondamentale per il rispetto dei diritti dell'imputato, come sancito dall'articolo 24 della Costituzione italiana, che afferma il diritto alla difesa.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 28018 del 2023 si configura come un passo significativo verso una maggiore equità nei processi penali. La sua importanza risiede non solo nella chiarificazione della ricorribilità del provvedimento di rigetto del concordato di pena, ma anche nella tutela dei diritti degli imputati, garantendo loro un accesso equo ai mezzi di difesa. Le implicazioni di questa sentenza si estendono oltre il singolo caso, influenzando la prassi giuridica e promuovendo un approccio più giusto e bilanciato nel sistema penale italiano.

Studio Legale Bianucci