Commento alla Sentenza n. 26334 del 2023: Misure Alternative alla Detenzione

La sentenza n. 26334 del 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, rappresenta un importante chiarimento giuridico in materia di misure alternative alla detenzione. In particolare, la Corte si è pronunciata sull'inammissibilità delle istanze di misure alternative in relazione alla comunicazione del domicilio, stabilendo alcuni principi che meritano un'attenta analisi.

Contesto della Sentenza

La questione centrale riguarda la richiesta di un imputato, M. S., di accedere a misure alternative alla detenzione. La Corte ha esaminato la situazione in cui l'istanza presentata risultava incompleta a causa dell'omissione del mutamento del domicilio dichiarato o eletto. Qui si è riscontrata una distinzione fondamentale: la Corte ha stabilito che l'istanza è inammissibile solo nel caso in cui manchi la dichiarazione o l'elezione del domicilio, non quando si tratta di una modifica successiva.

Richiesta di misure alternative alla detenzione - Domicilio dichiarato o eletto - Mutamento - Comunicazione - Omissione - Inammissibilità della richiesta - Esclusione - Fattispecie. In tema di misure alternative alla detenzione, l'istanza è inammissibile nel solo caso in cui in essa manchino la dichiarazione o l'elezione di domicilio e non in quello in cui l'omissione riguardi il successivo mutamento del domicilio dichiarato o eletto. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso l'inammissibilità dell'istanza contenente l'elezione di un domicilio nel quale il condannato era risultato sconosciuto al momento della notificazione dell’avviso di fissazione dell’udienza).

Analisi della Massima

La massima della sentenza chiarisce un punto cruciale: è fondamentale che il condannato indichi un domicilio al momento della richiesta di misure alternative. Tuttavia, essa non deve necessariamente essere aggiornata se il domicilio cambia successivamente, a patto che il domicilio inizialmente eletto sia stato comunicato. Questo approccio evita di penalizzare l'imputato per circostanze che potrebbero sfuggire al suo controllo.

  • La dichiarazione di domicilio è essenziale al momento della richiesta.
  • Il mutamento del domicilio non comporta automaticamente l'inammissibilità dell'istanza.
  • La Corte protegge il diritto dell'imputato a non subire pregiudizi per omissioni non rilevanti.

Conclusioni

La sentenza n. 26334 del 2023 rappresenta un passo importante nella tutela dei diritti degli imputati, in particolare in relazione alle misure alternative alla detenzione. Essa sottolinea l'importanza di una corretta comunicazione del domicilio, ma al tempo stesso offre una salvaguardia per coloro che potrebbero trovarsi in difficoltà nel mantenere aggiornate le informazioni richieste. Questo equilibrio tra rigore formale e tutela dei diritti individuali è essenziale nel nostro sistema giuridico.

Studio Legale Bianucci