Commento sull'Ordinanza n. 14865 del 2024: Restituzione nel Termine per Impugnare

In data 7 marzo 2024, la Corte di Cassazione ha emesso l'Ordinanza n. 14865, che si occupa di un tema di grande rilevanza nel processo penale: la modalità di trattazione delle istanze di restituzione nel termine per impugnare una sentenza di appello. Questa decisione offre spunti di riflessione importanti per gli operatori del diritto e per tutti coloro che si trovano coinvolti in procedimenti penali.

Contesto Normativo e Procedurale

L'istanza di restituzione nel termine per impugnare è disciplinata dal Codice di Procedura Penale italiano, e in particolare dall'articolo 611. La Corte, con la sua ordinanza, ha chiarito che tali istanze devono essere trattate in udienza camerale non partecipata, escludendo la procedura “de plano” prevista dall'art. 175, comma 4. Questo è fondamentale per garantire un adeguato contraddittorio tra le parti.

Istanza di restituzione nel termine per impugnare una sentenza di appello - Procedimento - Decisione “de plano” - Esclusione - Udienza camerale non partecipata - Necessità - Ragioni. L'istanza di restituzione nel termine per impugnare una sentenza di appello deve essere trattata dalla Corte di cassazione nelle forme dell'udienza camerale non partecipata di cui all'art. 611 cod. proc. pen., onde assicurare alle parti adeguata interlocuzione rispetto alla decisione da adottare. (In motivazione la Corte ha chiarito che, ove venisse seguita la procedura "de plano", ordinariamente prevista dall'art. 175, comma 4, cod. proc. pen., potrebbero prospettarsi profili di incostituzionalità per violazione del principio del contraddittorio, atteso il ridotto regime di impugnazione delle decisioni di legittimità).

Il Principio del Contraddittorio

La Corte ha sottolineato l'importanza del rispetto del principio del contraddittorio, che è un elemento fondamentale del giusto processo, come sancito dall'articolo 111 della Costituzione italiana. La decisione di trattare le istanze in udienza camerale non partecipata permette infatti alle parti di avere una reale opportunità di far valere le proprie ragioni, evitando che la decisione venga presa in assenza di un confronto adeguato.

Implicazioni della Sentenza

Questa ordinanza ha diverse implicazioni pratiche, tra cui:

  • Affermare la necessità di una corretta interlocuzione tra le parti nel procedimento di impugnazione.
  • Prevenire eventuali profili di incostituzionalità che potrebbero derivare da una procedura inadeguata.
  • Rafforzare il principio del contraddittorio e la tutela dei diritti delle parti coinvolte.

In conclusione, l'Ordinanza n. 14865 del 2024 rappresenta un passo significativo verso una maggiore garanzia dei diritti nel processo penale, evidenziando l'importanza di un processo equo e rispettoso delle norme di procedura.

Conclusioni

La Corte di Cassazione, con questa decisione, riafferma valori fondamentali del sistema giuridico italiano. È essenziale che ogni operatore del diritto prenda coscienza di queste indicazioni per garantire una giustizia che sia non solo formale, ma anche sostanziale. La corretta attuazione delle norme processuali è cruciale per assicurare un processo equo e giusto per tutti.

Studio Legale Bianucci