Commento alla Sentenza n. 2062 del 2024: La Nullità del Decreto di Citazione Diretta a Giudizio

La sentenza n. 2062 del 2024, emessa dal Tribunale di Rimini, offre uno spunto significativo per riflettere su come il sistema giuridico italiano gestisca la questione della nullità del decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di un ente. In particolare, il giudice ha dichiarato inammissibile l’impugnazione relativa a tale decreto, evidenziando chiaramente che non sussiste abnormità e, conseguentemente, non è possibile ricorrere per cassazione.

Il Contesto della Sentenza

Il caso riguarda il decreto di citazione diretta a giudizio emesso nei confronti di un ente, ai sensi dell'art. 59, comma 1, del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231. La sentenza chiarisce che, nonostante la declaratoria di nullità del decreto, il giudice ha disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero per procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. Questo approccio si basa sul richiamo all'art. 407-bis, comma 1, del codice di procedura penale, evidenziando che la decisione rientra nei poteri ordinamentali del giudice del dibattimento.

Decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di un ente per illecito dipendente da reato - Declaratoria di nullità con restituzione degli atti al pubblico ministero perché proceda con richiesta di rinvio a giudizio - Erroneità del presupposto - Abnormità - Sussistenza - Esclusione - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Ragioni. Non è abnorme, e pertanto non è ricorribile per cassazione, l'ordinanza con cui il giudice, investito del decreto di citazione diretta a giudizio emesso nei confronti di un ente, dispone, in esito alla declaratoria di nullità dello stesso, la restituzione degli atti al pubblico ministero sull'erroneo presupposto che debba procedersi con richiesta di rinvio a giudizio, in ragione del richiamo all'art. 407-bis, comma 1, cod. proc. pen. operato dall'art. 59, comma 1, d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, costituendo la decisione espressione dei poteri ordinamentali riconosciuti al giudice del dibattimento, che non determina un'insuperabile stasi processuale, atteso che il rappresentante della pubblica accusa può disporre la rinnovazione del decreto senza incorrere nell'adozione di un atto nullo.

Implicazioni Giuridiche della Sentenza

Questa sentenza ha notevoli implicazioni per le procedure legali relative agli enti accusati di illeciti. In primo luogo, chiarisce che la nullità del decreto non implica necessariamente un'interruzione del processo. Infatti, il pubblico ministero ha la possibilità di rinnovare il decreto senza incorrere in atti nulli, permettendo così una continuità nelle azioni legali.

  • Le decisioni del giudice sono espressione dei poteri ordinamentali.
  • La nullità non determina un'insuperabile stasi processuale.
  • Il pubblico ministero può procedere con la rinnovazione del decreto.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 2062 del 2024 rappresenta un'importante conferma della capacità del sistema giuridico di gestire le complessità legate ai procedimenti contro gli enti. Essa sottolinea l'importanza di una corretta interpretazione delle norme e la necessità di mantenere attivi i procedimenti legali, anche in presenza di dichiarazioni di nullità. Questo approccio non solo tutela i diritti delle parti coinvolte, ma garantisce anche l'efficacia del sistema giuridico nel suo complesso.

Studio Legale Bianucci