Analisi della Sentenza n. 29366 del 2024: Obbligo di Articolazione dei Motivi nel Riesame

La recente sentenza n. 29366, depositata il 19 luglio 2024, dal Tribunale di Libertà di Napoli, si inserisce in un contesto giuridico di particolare rilevanza, riguardante le misure cautelari reali e le relative impugnazioni. In particolare, la Corte ha sottolineato un importante principio riguardante l'obbligo di articolare motivi specifici da parte della parte che richiede il riesame di una misura cautelare.

Il Contesto Normativo

Secondo l'articolo 309 del Nuovo Codice di Procedura Penale, la richiesta di riesame è un mezzo di gravame che consente di contestare misure cautelari disposte in precedenza. La sentenza in esame fa riferimento a tale articolo, evidenziando che è fondamentale per la parte richiedente esporre in modo chiaro e dettagliato i motivi a sostegno della propria richiesta. La Corte ha affermato che, in caso di successivo ricorso per cassazione avverso la decisione del tribunale del riesame, risulta obbligatorio dedurre motivi che corrispondano a quelli già presentati, pena l'inammissibilità delle nuove deduzioni.

Il Principio Stabilito dalla Corte

Obbligo per la parte che propone richiesta di riesame di articolare appositi motivi - Ragioni - Successiva proposizione di ricorso per cassazione avverso la decisione del tribunale del riesame - Obbligo di dedurre motivi corrispondenti a quelli articolati con la richiesta di riesame - Sussistenza - Inosservanza - Conseguenze. In tema di impugnazioni cautelari reali, la parte che propone richiesta di riesame, per la natura di mezzo di gravame della stessa, è tenuta ad articolare appositi motivi, sicché, ove successivamente proponga ricorso per cassazione avverso la decisione del tribunale del riesame, è tenuta a dedurre motivi corrispondenti a quelli con i quali erano state fatte valere le questioni a questo prospettate, pena l'inammissibilità delle deduzioni, siccome nuove.

Questa massima evidenzia un principio fondamentale nel diritto processuale penale: la coerenza e la continuità nella formulazione dei motivi di impugnazione. La Corte ha chiarito che la mancanza di corrispondenza tra i motivi dedotti in sede di riesame e quelli presentati in cassazione può portare all'inammissibilità del ricorso. Ciò implica che la parte deve prestare particolare attenzione nella formulazione delle proprie argomentazioni.

Le Implicazioni Pratiche della Sentenza

Le implicazioni pratiche di questa sentenza sono molteplici e meritano di essere sottolineate:

  • La necessità di una preparazione accurata da parte dell'avvocato nell'articolare i motivi di riesame, per evitare l'inammissibilità del ricorso.
  • La possibilità di un ricorso per cassazione diventa un'operazione complessa, in quanto ogni nuovo motivo non correlato a quelli precedentemente esposti rischia di essere considerato inammissibile.
  • La tutela dei diritti della parte richiedente è garantita solo se si seguono scrupolosamente le indicazioni fornite dalla Corte.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 29366 del 2024 rappresenta un importante riferimento per la giurisprudenza in tema di misure cautelari e impugnazioni. L'obbligo di articolare motivi specifici non solo promuove una maggiore chiarezza nel processo, ma si configura come un elemento essenziale per garantire il buon funzionamento del sistema giuridico. Avvocati e parti coinvolte in procedimenti simili devono prestare particolare attenzione a tali indicazioni, per non compromettere le proprie posizioni in sede di impugnazione.

Studio Legale Bianucci