Analisi della Sentenza n. 24808 del 2023: Possesso di Documento Falso e Concorso nella Contraffazione

La sentenza n. 24808 del 18 gennaio 2023 rappresenta un'importante pronuncia della Corte di Cassazione riguardante i reati contro la fede pubblica, in particolare il possesso di documenti di identificazione falsi. Questa decisione offre spunti significativi per comprendere le implicazioni giuridiche di tale comportamento e le condizioni di procedibilità richieste dalla legge.

Il Contesto Normativo

La Corte ha analizzato il caso di G. B., accusato di possesso di un passaporto falso e di concorso nella contraffazione di un documento avvenuta all'estero. La questione centrale riguardava la condizione di procedibilità prevista dall'art. 10 del codice penale, che richiede la richiesta del Ministro della giustizia per procedere in caso di delitti di contraffazione. In questo contesto, la Corte ha chiarito che, nel caso specifico, la mancanza di tale richiesta non esclude la configurabilità del reato di cui all'art. 497-bis, comma primo, cod. pen.

Possesso di documento di identificazione falso - Concorso nella contraffazione avvenuta all'estero - Difetto della condizione di procedibilità di cui all'art. 10 cod. pen. - Delitto di cui all'art. 497-bis, comma secondo, cod. pen. - Esclusione - Delitto di cui all'art. 497-bis, comma primo, cod. pen. - Configurabilità - Sussistenza. Integra il delitto di cui all'art. 497-bis, comma primo, cod. pen. il possesso di un documento di identificazione valido per l'espatrio falso - nella specie, il passaporto -, nel caso in cui l'imputazione per il concorso nella previa contraffazione del documento, avvenuta all'estero, contestata a norma del secondo comma della disposizione citata, non risulti procedibile per mancanza della richiesta del Ministro della giustizia di cui all'art. 10 cod. pen.

Implicazioni della Sentenza

La pronuncia della Corte di Cassazione pone in evidenza alcuni aspetti cruciali:

  • La configurabilità del delitto di possesso di documenti falsi, anche in assenza della richiesta del Ministro della giustizia.
  • La distinzione tra le diverse fattispecie di reato previste dall'art. 497-bis del codice penale.
  • Il ruolo della giurisprudenza nell'interpretazione delle norme in materia di falsità documentale.

In particolare, l'interpretazione data dalla Corte sottolinea come il possesso di un passaporto falso integri il reato, indipendentemente dal fatto che l'imputazione per la contraffazione sia procedibile o meno. Ciò evidenzia l'importanza della tutela della fede pubblica e del rigore nella lotta contro la falsificazione di documenti, a prescindere dalla provenienza della contraffazione.

Conclusioni

La sentenza n. 24808 del 2023 rappresenta un passo significativo nella giurisprudenza italiana riguardante i reati di falsità documentale. Essa stabilisce chiaramente che il possesso di un documento di identificazione falso è punibile, anche in caso di difetto della condizione di procedibilità. Questo orientamento giurisprudenziale è fondamentale per garantire una maggiore protezione della fede pubblica e per delineare in modo preciso le responsabilità di coloro che si rendono colpevoli di tali reati.

Studio Legale Bianucci