Ricettazione e Dolo Eventuale: Analisi della Sentenza n. 13213 del 2024

La sentenza n. 13213 del 22 febbraio 2024, deposta il 2 aprile 2024, affronta un tema di rilevante importanza nel diritto penale: la ricettazione e, in particolare, l'elemento psicologico ad essa connesso. L'interpretazione del dolo eventuale, in questo contesto, si rivela cruciale, soprattutto quando si considera la finalità di agevolazione di associazioni di stampo mafioso.

Il Contesto Giuridico della Ricettazione

La ricettazione, disciplinata dall'articolo 648 del Codice Penale, si configura quando un soggetto acquista, riceve o comunque si appropria di beni provenienti da delitto. La sentenza in esame chiarisce che il dolo può manifestarsi anche nella forma eventuale. Ciò significa che l'agente, pur non avendo la certezza della provenienza delittuosa del bene, si rappresenta la concreta possibilità di tale provenienza e accetta il rischio ad essa connesso.

Ricettazione - Elemento psicologico - Dolo eventuale - Configurabilità - Sussistenza - Condizioni. In tema di ricettazione (nella specie, aggravata dalla finalità di agevolazione di associazione di stampo mafioso), il dolo può configurarsi anche nella forma eventuale quando l'agente si rappresenta la concreta possibilità, accettandone il rischio, della provenienza delittuosa del denaro ricevuto e investito.

Questa massima giurisprudenziale sottolinea come il dolo eventuale non possa essere trascurato nell'analisi dei comportamenti dei soggetti implicati in atti di ricettazione, specialmente in situazioni in cui il rischio di connessione con attività illecite è elevato.

Implicazioni della Sentenza

Le implicazioni di questa sentenza sono molteplici e si estendono oltre il singolo caso. In particolare, essa chiarisce come la consapevolezza del rischio legato alla provenienza di un bene possa portare a una configurabilità del reato di ricettazione, anche in assenza di prove certe sulla provenienza illecita. Tra i punti salienti della sentenza e delle sue implicazioni, possiamo evidenziare:

  • Riconoscimento del dolo eventuale come forma di dolo nella ricettazione.
  • Importanza della consapevolezza del rischio da parte dell'agente.
  • Collegamento diretto tra ricettazione e attività di associazioni mafiose.

Conclusioni

La sentenza n. 13213 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella comprensione del reato di ricettazione e della sua configurabilità in relazione al dolo eventuale. Essa pone l'accento sulla necessità di una valutazione attenta dei comportamenti dei soggetti coinvolti in atti di ricettazione, soprattutto in contesti dove è elevato il rischio di connessione con attività illecite. In un sistema giuridico complesso come quello italiano, tale chiarimento giurisprudenziale offre strumenti utili sia agli operatori del diritto sia ai cittadini, contribuendo a una maggiore consapevolezza delle responsabilità penali legate a tali condotte.

Studio Legale Bianucci