Sentenza n. 15937 del 2024: L'inammissibilità dell'impugnazione per carenza di interesse

La sentenza n. 15937 del 14 marzo 2024, emessa dalla Corte di Appello di Napoli, affronta un tema cruciale nel diritto penale: l'interesse ad impugnare. Il caso in esame riguardava l'imputato A. S., il quale ha tentato di contestare un'aggravante che, secondo il giudice, era stata considerata subvalente rispetto alle attenuanti riconosciute. Questo aspetto solleva interrogativi significativi sull'accesso alla giustizia e i diritti degli imputati.

Il contenuto della sentenza

La Corte ha dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta da A. S. per carenza di interesse. La motivazione principale è stata che, nel caso specifico, l'aggravante era già stata valutata come subvalente rispetto alle attenuanti. Pertanto, l'imputato non aveva un interesse concreto a ottenere l'esclusione di un'aggravante che non aveva avuto alcun impatto sulla determinazione della pena, la quale era stata irrogata nel minimo edittale.

Circostanza aggravante dichiarata subvalente rispetto alle attenuanti - Interesse dell'imputato all'impugnazione - Esclusione - Ragioni. È inammissibile, per carenza di interesse, l'impugnazione dell'imputato finalizzata a ottenere l'esclusione di un'aggravante, nel caso in cui la stessa sia stata già ritenuta subvalente rispetto alle riconosciute attenuanti. (In motivazione, la Corte ha precisato che il riconoscimento dell'aggravante non aveva comunque avuto alcuna incidenza sulla determinazione della pena, irrogata nel minimo edittale).

Riflessioni sulla decisione

Questa sentenza si inserisce in un contesto giuridico ben definito, dove il principio di interesse ad agire è fondamentale. Infatti, come stabilito dall'articolo 568 comma 4 del Nuovo Codice di Procedura Penale, l'imputato deve dimostrare un interesse concreto e attuale per poter procedere con l'impugnazione. Ciò implica che non è sufficiente una mera contestazione; l'imputato deve dimostrare che l'esclusione dell'aggravante potrebbe avere un reale impatto sulla sua situazione giuridica.

  • Il riconoscimento delle attenuanti è essenziale per la determinazione della pena.
  • La considerazione delle aggravanti e attenuanti deve essere bilanciata in modo equo.
  • Il principio di economia processuale deve prevalere nelle decisioni giuridiche.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 15937 del 2024 rappresenta un'importante conferma della giurisprudenza in materia di impugnazione e interesse ad agire. Essa rimarca l'importanza di una valutazione attenta e consapevole da parte degli imputati riguardo alle azioni legali intraprese. In un sistema giuridico complesso, è fondamentale che ogni parte comprenda il proprio ruolo e le implicazioni delle proprie scelte processuali.

Studio Legale Bianucci