Commento sulla Sentenza n. 17455 del 2024: Riforma Cartabia e Procedibilità d'Ufficio

La sentenza n. 17455 del 27 marzo 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, rappresenta un'importante evoluzione nella gestione dei reati perseguibili a querela, in particolare alla luce delle recenti modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 150 del 2022, noto come Riforma Cartabia. Questa sentenza offre spunti significativi per comprendere come il sistema giudiziario italiano si stia adattando alle nuove normative e quali implicazioni queste abbiano per il pubblico ministero e per gli imputati.

Il Contesto Normativo e le Modifiche Introduced dalla Riforma Cartabia

La Riforma Cartabia ha apportato sostanziali modifiche al sistema penale italiano, in particolare riguardo ai reati perseguiti a querela, ovvero quei reati che possono essere perseguiti solo su iniziativa della persona offesa. Con l'entrata in vigore di queste modifiche, è stato stabilito che il pubblico ministero può modificare l'imputazione, anche dopo la scadenza del termine per la presentazione della querela, se sussistono aggravanti che rendono il reato procedibile d'ufficio.

In questo specifico caso, la Corte ha esaminato una fattispecie di furto di energia elettrica, sottolineando che il tribunale non aveva consentito al pubblico ministero di contestare, in via suppletiva, l'aggravante prevista dall'art. 625, comma primo, n. 7 del codice penale. Questo ha portato all'annullamento della decisione di proscioglimento, evidenziando l'importanza di garantire che il pubblico ministero possa esercitare appieno le sue funzioni, anche dopo la scadenza del termine di querela.

La Massima della Sentenza e le Implicazioni Pratiche

Reato divenuto perseguibile a querela per effetto della modifica introdotta dal d.lgs. n. 150 del 2022 (cd. Riforma Cartabia) - Decorso del termine per proporre la querela ex art. 85 d.lgs. citato - Contestazione suppletiva di circostanza aggravante - Possibilità - Sussistenza - Conseguente procedibilità d'ufficio del reato - Sussistenza - Ragioni - Fattispecie. In tema di reati divenuti perseguibili a querela per effetto della modifica introdotta dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, è consentito al pubblico ministero, ove sia decorso il termine per proporre la querela di cui all'art. 85 del d.lgs. citato, modificare l'imputazione mediante la contestazione, in udienza, di un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio. (Fattispecie relativa a furto di energia elettrica, in cui la Corte ha annullato la decisione di proscioglimento sul rilievo che il tribunale non aveva consentito al pubblico ministero di contestare, in via suppletiva, l'aggravante di cui all'art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen., già descritta nell'imputazione, che avrebbe reso il delitto, avente ad oggetto un bene funzionalmente destinato a pubblico servizio, procedibile d'ufficio).
  • Possibilità di modifica dell'imputazione da parte del pubblico ministero.
  • Riconoscimento della procedibilità d'ufficio in presenza di circostanze aggravanti.
  • Impatto della Riforma Cartabia sulla gestione dei reati perseguibili a querela.

Questa sentenza, quindi, non solo chiarisce i diritti e i doveri del pubblico ministero, ma offre anche una maggiore protezione per le vittime di reati, garantendo che anche dopo il decorso del termine per la querela, ci siano strumenti legali per perseguire reati gravi.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 17455 del 2024 segna un passo avanti significativo nella tutela dei diritti delle vittime e nell'efficacia del sistema penale italiano. La Riforma Cartabia, attraverso modifiche normative come quella esaminata, si propone di rendere il processo penale più efficiente e giusto, garantendo al contempo la possibilità di perseguire reati anche quando la querela non è stata presentata entro i termini previsti. È fondamentale che gli operatori del diritto siano aggiornati su queste novità per garantire una corretta applicazione della legge.

Studio Legale Bianucci