Commento alla Sentenza n. 10744 del 2024: Rifiuto di Assunzione di Lavoratori Disabili e Onere di Prova

La recente ordinanza n. 10744 del 22 aprile 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre un'importante riflessione sul tema dell'assunzione obbligatoria di lavoratori disabili, stabilendo principi chiari riguardo all'onere di prova in capo al datore di lavoro. In particolare, la sentenza chiarisce che il rifiuto di assunzione può essere giustificato solo se il datore di lavoro dimostra l'incompatibilità assoluta tra l'invalidità del lavoratore e tutte le mansioni disponibili in azienda.

Il Contesto Normativo

La legge n. 68 del 1999, in particolare l'articolo 5, stabilisce l'obbligo per le aziende di assumere lavoratori disabili. In caso di richieste di avviamento, il datore di lavoro deve dimostrare, attraverso una prova documentale e concreta, l'inesistenza di mansioni compatibili con le minorazioni del lavoratore disabile. La Corte, nella sua decisione, ribadisce la necessità di una valutazione completa delle mansioni disponibili e delle competenze del lavoratore.

Il Rifiuto di Assunzione e l'Onere di Prova

Richiesta di avviamento di lavoratori disabili - Rifiuto di assunzione dei lavoratori avviati - Incompatibilità tra le mansioni disponibili e invalidità del lavoratore avviato - Onere del datore di allegare e provare l'incompatibilità - Fondamento - Fattispecie. In ipotesi di richiesta di avviamento di lavoratori disabili, il rifiuto dell'assunzione può essere giustificato solo a fronte di un'incompatibilità assoluta tra l'invalidità del lavoratore avviato e tutte le mansioni disponibili in azienda, che il datore di lavoro ha l'onere di allegare e provare in ragione dell'obbligatorietà dell'assunzione di lavoratori invalidi e della tipicità dei casi di esonero ex art. 5 l. n. 68 del 1999. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso della società datrice di lavoro, non avendo essa né provato l'inesistenza di mansioni incompatibili con le minorazioni dei disabili avviati, né presentato domanda per l'esonero ex art. 5, comma 3, l. n. 68 del 1999).

In questo caso specifico, la Corte ha rigettato il ricorso della società, evidenziando che non era stata fornita alcuna prova circa la mancanza di mansioni compatibili. Ciò pone un'importante riflessione sulla responsabilità dei datori di lavoro nell'analisi delle posizioni disponibili e nella loro idoneità rispetto ai lavoratori disabili.

Implicazioni Pratiche della Sentenza

  • Obbligo di documentazione: I datori di lavoro devono essere pronti a documentare e giustificare la propria posizione, raccogliendo prove concrete dell'incompatibilità.
  • Valutazione delle mansioni: È fondamentale una valutazione attenta delle mansioni, per garantire che non ci siano opportunità di assunzione per i lavoratori disabili.
  • Conformità alle normative: Le aziende devono essere consapevoli delle normative vigenti e delle loro responsabilità in materia di assunzione di lavoratori disabili.
Studio Legale Bianucci