La revisione del classamento catastale: commento all'Ordinanza n. 9035 del 2024

La recente Ordinanza n. 9035 del 4 aprile 2024 emessa dalla Corte di Cassazione offre importanti spunti di riflessione in merito alla revisione del classamento catastale degli immobili urbani. In un contesto in cui i valori di mercato e quelli catastali possono presentare notevoli discrepanze, è fondamentale comprendere quali siano i presupposti e le modalità che l'amministrazione comunale deve seguire per procedere a tale revisione.

I presupposti per la revisione del classamento

Secondo quanto stabilito dalla Corte, la revisione del classamento di un immobile urbano deve essere giustificata da uno significativo scostamento tra il valore di mercato e il valore catastale. In particolare, la sentenza chiarisce che l'amministrazione deve dimostrare come questo scostamento sia in linea con quello esistente nelle microzone comunali, al fine di garantire un trattamento equo e omogeneo per tutti i contribuenti.

  • Il valore di mercato deve essere analizzato rispetto ai valori catastali.
  • La revisione non può comportare un aumento percentuale superiore al 35% per gli immobili interessati.
  • L'amministrazione ha l'onere di provare i presupposti per la riclassificazione.

La necessità di trasparenza e motivazione

In genere. In tema di estimo catastale, la revisione del classamento di un immobile urbano, adottata su iniziativa dell'amministrazione comunale ai sensi dell'art. 1, comma 335, della l. n. 311 del 2004, presuppone un significativo scostamento del rapporto tra il valore di mercato e il valore catastale rispetto all'analogo rapporto sussistente nell'insieme delle microzone comunali ed è finalizzata a riallineare i rapporti tra valori medi di mercato e valori medi catastali interessanti la microzona c.d. anomala, attribuendo agli immobili in essa ricadenti un aumento percentuale non superiore al 35%; a tal fine l'amministrazione deve provare i presupposti che legittimano la riclassificazione di massa e dimostrare di aver utilizzato criteri e metodi corrispondenti alle finalità meramente perequative e di riallineamento della procedura in esame, specificando quali sono state le operazioni compiute e i dati utilizzati, al fine di consentire al contribuente il controllo e la difesa, in fatto e in diritto, anche rispetto alla fase applicativa della revisione per microzone.

Questo passaggio evidenzia l'importanza della motivazione da parte dell'amministrazione, che deve fornire un quadro chiaro e dettagliato delle operazioni compiute e dei dati utilizzati durante la revisione. La trasparenza è essenziale per garantire il diritto di difesa del contribuente, consentendogli di verificare l'operato dell'amministrazione stessa.

Conclusioni

L'Ordinanza n. 9035 del 2024 rappresenta un passo importante verso una maggiore chiarezza e giustizia nell'ambito della revisione catastale. Essa sottolinea come, per procedere a un'accertamento equo, sia fondamentale che l'amministrazione comunale rispetti criteri rigorosi e motivazioni adeguate. Solo così si potrà garantire il diritto dei cittadini a una corretta valutazione dei propri immobili, evitando possibili abusi e discrepanze nel sistema tributario.

Studio Legale Bianucci