Commento alla Ordinanza n. 8926 del 2024: diritto alla monetizzazione dei riposi per festività soppresse

La recente Ordinanza n. 8926 del 4 aprile 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre importanti chiarimenti riguardo al diritto alla monetizzazione dei riposi per festività soppresse nel contesto dei dipendenti degli enti pubblici non economici. Questa decisione, che rigetta il ricorso di un lavoratore, evidenzia come l'assenza di una specifica disciplina contrattuale non impedisca la monetizzazione di tali riposi, allineandosi alle disposizioni normative esistenti.

Il contesto normativo

La legge n. 937 del 1977, in particolare gli articoli 1 e 2, stabilisce il diritto a giornate di riposo per festività soppresse. L'articolo 1 prevede la possibilità di fruire di questi riposi, mentre l'articolo 2 ne delinea le modalità di monetizzazione. In questo caso, la Corte ha ritenuto che, anche in assenza di specifiche previsioni nel contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) per i dipendenti degli enti pubblici non economici, i lavoratori abbiano diritto alla monetizzazione di tali riposi al termine del loro rapporto di lavoro.

La massima della sentenza

FESTIVITA' Riposi per festività soppresse ex art. 1 l. n. 937 del 1977 - Mancata fruizione - Diritto alla loro monetizzazione - Sussistenza - Assenza di previsioni nel c.c.n.l. dipendenti enti pubblici non economici - Irrilevanza. L'assenza, nella contrattazione collettiva per i dipendenti degli enti pubblici non economici, di una specifica disciplina per la mancata fruizione delle giornate di riposo per festività soppresse, previste dall'art. 1 della l. n. 937 del 1977, non può ritenersi ostativa alla loro monetizzazione alla cessazione del rapporto ove ricorrano gli stessi presupposti che consentono la monetizzazione delle ferie, in ragione delle chiare disposizioni dettate dall'art. 2 di detta legge per le quattro giornate di riposo ivi previste e della loro sostanziale assimilabilità alle ferie.

Questa massima evidenzia come la monetizzazione dei riposi non fruiti sia possibile e come le disposizioni legislative siano sufficienti a garantire questo diritto. La Corte ha sottolineato l'assimilabilità dei riposi per festività soppresse alle ferie, un aspetto fondamentale per comprendere la portata della sentenza.

Implicazioni pratiche e giurisprudenziali

Le implicazioni di questa ordinanza sono significative per i lavoratori e per le amministrazioni pubbliche. In particolare, si possono elencare alcuni punti chiave:

  • Riconoscimento del diritto alla monetizzazione, anche in assenza di specifiche previsioni contrattuali.
  • Chiarificazione della sostanziale assimilabilità tra riposi per festività soppresse e ferie.
  • Possibilità per i lavoratori di rivendicare il diritto alla monetizzazione alla cessazione del rapporto di lavoro.

Questa decisione si inserisce in un filone giurisprudenziale già avviato, come dimostrano le sentenze precedenti (N. 23697 del 2017, N. 18140 del 2022, N. 17724 del 2011, e N. 7400 del 2015) che hanno affrontato questioni simili, rafforzando la tutela dei diritti dei lavoratori nel settore pubblico.

Conclusioni

In conclusione, l'Ordinanza n. 8926 del 2024 rappresenta un importante passo in avanti nella tutela dei diritti dei lavoratori degli enti pubblici non economici. Essa chiarisce che i dipendenti hanno diritto alla monetizzazione dei riposi per festività soppresse, anche in assenza di una specifica regolamentazione contrattuale. Questo segnale positivo sottolinea l'importanza di garantire diritti e tutele ai lavoratori, in linea con le disposizioni legislative vigenti e con i principi di giustizia e equità.

Studio Legale Bianucci