Commento all'Ordinanza n. 16039 del 2024: Equa Riparazione e Processo di Revocazione

La recente Ordinanza n. 16039 del 10 giugno 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre spunti significativi riguardo all'equa riparazione nel contesto dei giudizi di revocazione. Questa decisione si inserisce in un dibattito giuridico importante, quello relativo alla durata ragionevole dei processi, un principio sancito dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

Il Contesto Normativo

Secondo l'ordinanza in oggetto, il diritto all'equa riparazione, previsto dalla Legge n. 89 del 2001, non può essere automaticamente riconosciuto. Infatti, è necessario che la parte richiedente presenti una istanza di decisione utilizzando il rimedio acceleratorio previsto dall'articolo 281-sexies del Codice di Procedura Civile. Tale articolo, applicabile in forza dell'articolo 352, comma 6, c.p.c., sottolinea l'importanza di un comportamento attivo e collaborativo da parte delle parti coinvolte nel processo.

Equa riparazione nel giudizio di revocazione avverso la sentenza di appello - Presupposti - Proposizione del rimedio acceleratorio di cui all' art. 281 sexies c.p.c., applicabile ex art. 352, comma 6, c.p.c. ratione temporis vigente - Modalità - Nozione di cui a Corte Cost. n. 121 del 2021. In tema di equa riparazione per irragionevole durata del giudizio di revocazione avverso la sentenza di appello, non sussiste il diritto all'indennizzo ove non venga formulata istanza di decisione a seguito di trattazione orale a norma dell'art.281-sexies c.p.c. - applicabile in forza dell'ultimo comma dell'art. 352 c.p.c. ratione temporis vigente e costituente rimedio preventivo ex art. 1-ter, comma 1, della l. n. 89 del 2001 - essendo richiesto alla parte, come chiarito dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 121 del 2020, un comportamento collaborativo con il giudicante, al quale manifestare la propria disponibilità al passaggio al rito semplificato o al modello decisorio concentrato, in tempo potenzialmente utile ad evitare il superamento del termine di ragionevole durata del processo, restando di competenza del giudice verificare l'utilizzabilità del diverso modello decisorio.

Comportamento Collaborativo e Responsabilità delle Parti

Un aspetto cruciale evidenziato dall'ordinanza è la necessità di un comportamento collaborativo da parte delle parti coinvolte nel processo. La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 121 del 2020, ha chiarito che è fondamentale che le parti manifestino la propria disponibilità a passare a un rito semplificato o a un modello decisorio concentrato. Questo approccio non solo facilita la gestione del processo, ma contribuisce anche a evitare situazioni di irragionevole durata del giudizio.

  • Presentazione tempestiva della richiesta di decisione
  • Collaborazione attiva con il giudice
  • Disponibilità a modificare il modello di processo

Conclusioni

In sintesi, l'Ordinanza n. 16039 del 2024 rappresenta un'importante tappa nel percorso verso un sistema giudiziario più efficiente e rispettoso dei diritti delle parti. Essa chiarisce che il diritto all'equa riparazione non è un automatismo, ma richiede un impegno attivo da parte di chi si trova coinvolto in un processo di revocazione. La collaborazione con il giudice si rivela così fondamentale per garantire la ragionevole durata dei processi, un principio che non solo tutela i diritti dei cittadini, ma sostiene anche l'efficienza del sistema giuridico nel suo complesso.

Studio Legale Bianucci