Commento alla Sentenza n. 16231 del 2024: La Distinzione tra Rapporti Associativi e Contrattuali nelle Cooperative Edilizie

La recentissima sentenza della Corte di Cassazione n. 16231 del 11 giugno 2024 affronta un tema di grande rilevanza per il mondo delle cooperative edilizie, chiarendo la distinzione tra i rapporti associativi e quelli contrattuali tra soci e cooperative. Questo aspetto è fondamentale per comprendere i diritti e i doveri di ciascun socio e le limitazioni che la legge impone alle cooperative, specialmente in merito alle richieste di ulteriori contributi economici.

Il contesto della sentenza

La controversia nasce dalla richiesta della cooperativa di un contributo finanziario da parte dei soci per coprire il mutuo contratto per la costruzione del complesso edilizio. La Corte ha dovuto valutare se tale richiesta fosse legittima, considerando il principio che distingue i due rapporti: quello associativo, derivante dall'adesione al contratto sociale, e quello contrattuale, che scaturisce dall'acquisto del bene. La Corte ha stabilito che le richieste di contributo economico non possono incidere sui diritti acquisiti dai soci attraverso il contratto di cessione dell'alloggio.

Massima della sentenza

SOCIETA' COOPERATIVE (NOZIONE, CARATTERI, DISTINZIONI, TIPI: A RESPONSABILITA' LIMITATA E NON LIMITATA) - IN GENERE Cooperativa edilizia - Assegnazione di alloggio conseguente alla stipula del contratto di acquisto - Richiesta di adeguamento del prezzo - Inammissibilità - Condizioni - Fattispecie. Il socio di una cooperativa, beneficiario del servizio mutualistico reso da quest'ultima, è parte di due distinti rapporti, l'uno - di carattere associativo - che direttamente discende dall'adesione al contratto sociale e dalla conseguente acquisizione della qualità di socio, l'altro che deriva dal contratto bilaterale di scambio per effetto del quale egli si appropria del bene o del servizio resogli dall'ente; pertanto, in caso di controversia sulla legittimità di contribuzioni poste dalla società a carico del socio nelle cooperative edilizie, in cui l'acquisto da parte dei soci della proprietà dell'alloggio - per la cui realizzazione l'ente sia stato costituito - passa attraverso la stipulazione di un contratto di scambio in cui la cooperativa assume veste di alienante ed il socio quella di acquirente, occorre verificare se gli apporti richiesti al socio incidano sul rapporto di scambio, traducendosi in oneri aggiuntivi rispetto al corrispettivo della vendita, nel qual caso si è in presenza di atti della società inidonei ad incidere sui diritti derivanti dal contratto di cessione dell'alloggio e perciò privi di effetti nei confronti del socio, o sul rapporto associativo, da cui discende l'obbligo di effettuare i conferimenti e le contribuzioni alle spese comuni di organizzazione e di amministrazione previsti dallo statuto. (Nella specie, in applicazione del detto principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, senza chiarire a quale dei due rapporti sopra descritti si riferisse, aveva ritenuto legittima una delibera di spesa che richiedeva a ciascun socio, ben dopo l'assegnazione dell'alloggio, un contributo finanziario per il pagamento del mutuo contratto dalla cooperativa per la costruzione del complesso edilizio oggetto del rapporto sociale).

Implicazioni pratiche della sentenza

La decisione della Corte di Cassazione ha importanti implicazioni per i soci delle cooperative edilizie. In particolare, si evidenziano alcuni punti cruciali:

  • La distinzione tra i rapporti associativi e contrattuali è essenziale per la protezione dei diritti dei soci.
  • Le richieste di contributo economico da parte delle cooperative non possono incidere sui diritti già acquisiti dai soci.
  • È fondamentale che le cooperative chiariscano quali sono le spese comuni e quali i contributi richiesti ai soci, per evitare contestazioni future.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 16231 del 2024 rappresenta un passo importante nella tutela dei diritti dei soci delle cooperative edilizie. Essa chiarisce che le delibere di spesa devono essere in linea con i diritti acquisiti dai soci e non possono configurarsi come oneri aggiuntivi rispetto al contratto di vendita. Questo principio non solo protegge i soci, ma contribuisce anche a una maggiore trasparenza e correttezza nella gestione delle cooperative edilizie.

Studio Legale Bianucci