Commento sulla Sentenza n. 18559 del 2024: Eccesso di Potere Giurisdizionale e Giudizio di Merito

La recente ordinanza n. 18559 del 8 luglio 2024 del Consiglio di Stato offre spunti rilevanti sul tema dell'eccesso di potere giurisdizionale. In particolare, la sentenza chiarisce come il giudice amministrativo debba operare un sindacato di legittimità sui provvedimenti amministrativi senza oltrepassare i limiti del merito, un principio fondamentale per garantire l'equilibrio tra le attribuzioni dell'amministrazione e il ruolo del giudice.

Il Contesto Normativo

Il caso esaminato riguarda l'impugnazione di un parere negativo relativo a una sanatoria di difformità edilizie. Le Sezioni Unite del Consiglio di Stato hanno ribadito che l'eventuale eccesso di potere giurisdizionale, ai sensi dell'art. 111, comma 8, della Costituzione, si verifica solamente quando il giudice si sostituisce all'amministrazione nella valutazione di merito. La sentenza sottolinea che il sindacato del giudice deve limitarsi alla legittimità del provvedimento impugnato, rispettando l'assetto normativo e il carattere di ruralità del sito in questione.

La Massima della Sentenza

L'eccesso di potere giurisdizionale, in forma di sconfinamento nella sfera del merito, ai sensi dell'art. 111, comma 8, Cost., è configurabile soltanto quando l'indagine svolta dal giudice amministrativo, eccedendo i limiti del riscontro di legittimità del provvedimento impugnato, diviene strumentale ad una diretta e concreta valutazione dell'opportunità e convenienza dell'atto, ovvero quando la decisione finale, pur nel rispetto della formula dell'annullamento, esprime la volontà dell'organo giudicante di sostituirsi a quella dell'amministrazione, procedendo il giudice ad un sindacato di merito con una pronunzia avente il contenuto sostanziale e l'esecutorietà propria del provvedimento sostituito, senza salvezza degli ulteriori provvedimenti dell'autorità amministrativa. (Nella specie, relativa all'impugnazione di un parere negativo alla sanatoria di difformità edilizie, le Sezioni Unite hanno escluso che il Consiglio di Stato avesse invasato la sfera di attribuzioni dell'autorità amministrativa, essendosi il giudice limitato a confermare la legittimità dell'atto amministrativo impugnato, avuto riguardo all'assetto normativo e al carattere di ruralità del sito, senza sostituirsi alla P.A. in apprezzamenti di merito sulla compatibilità dell'opera con le esigenza di tutela archeologica e paesaggistica).

Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa sentenza offre una guida importante per gli operatori del diritto e le amministrazioni pubbliche, chiarendo che il giudice amministrativo non può sostituirsi all'amministrazione nella valutazione di merito. Ciò implica che le decisioni in materia di sanatorie edilizie devono essere ben motivate e non possono essere impugnate sulla base di considerazioni meramente opportunistiche o soggettive.

  • Rispetto dei limiti di sindacato: il giudice deve astenersi dall'effettuare valutazioni che esulano dalla legittimità.
  • Importanza della motivazione: le decisioni amministrative devono essere ben motivate per evitare impugnazioni.
  • Equilibrio tra poteri: il rispetto delle attribuzioni tra amministrazione e giurisdizione è fondamentale per il corretto funzionamento dello Stato di diritto.
Studio Legale Bianucci