Consulenza tecnica contabile e consenso delle parti: commento sull'Ordinanza n. 16012 del 2024

In un recente intervento, l'Ordinanza n. 16012 del 2024 della Corte di Cassazione ha fornito importanti chiarimenti riguardo alla consulenza tecnica contabile e al consenso delle parti coinvolte. Questo tema è cruciale per comprendere le dinamiche del processo civile, in particolare nelle controversie che richiedono un'analisi approfondita delle questioni contabili. La Corte ha ribadito l'importanza di un consenso chiaro e inequivocabile da parte delle parti, in merito all'acquisizione di documenti durante le operazioni peritali.

Il contesto normativo e giurisprudenziale

La consulenza tecnica contabile è regolata dall'articolo 198 del Codice di Procedura Civile, il quale stabilisce che il consulente d'ufficio può acquisire documenti pertinenti per la sua analisi. Tuttavia, la recente ordinanza ha posto in evidenza che l'acquisizione di documenti non prodotti in precedenza dalle parti richiede sempre un consenso. Questo consenso può essere espresso, tacito o desumibile da comportamenti concreti, ma non può essere inferito semplicemente dalla condotta dei consulenti di parte, i quali non hanno il potere di vincolare le parti su questioni diverse da quelle tecniche.

Consulenza tecnica contabile - Consenso delle parti - Modalità - Comportamento tenuto dai consulenti di parte - Irrilevanza. In tema di consulenza tecnica contabile ex art. 198 c.p.c., l'acquisizione, da parte del consulente di ufficio, di documenti non precedentemente prodotti dalle parti, possibile anche se volta a provare fatti principali e non meramente accessori, necessita del consenso espresso, tacito o per facta concludentia, delle parti stesse, insufficiente rivelandosi quello eventualmente desumibile dalla condotta tenuta, nel corso delle operazioni peritali, dai loro consulenti, essendo questi ultimi privi del potere di impegnare le prime su questioni diverse da quelle inerenti alle indagini tecniche svolte dal consulente di ufficio. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito, che aveva erroneamente dichiarato la nullità della c.t.u., sebbene l'acquisizione del contratto di mutuo da parte del consulente fosse stata acconsentita dalle parti per essere stato il documento trasmesso dallo stesso legale della parte avversa a quella normalmente onerata e utilizzato, nel contraddittorio delle parti, nel corso delle operazioni peritali).

Implicazioni pratiche della decisione

Questa ordinanza ha implicazioni significative per le parti coinvolte in contenziosi che richiedono consulenze tecniche. È fondamentale che le parti siano consapevoli della necessità di esprimere chiaramente il loro consenso riguardo all'acquisizione di documenti. Le conseguenze di una mancanza di consenso possono portare alla nullità della consulenza tecnica, come evidenziato nella pronuncia della Corte. In particolare, l'errore della Corte d'Appello di Milano, che aveva dichiarato nulla la consulenza tecnica, è stato corretto dalla Cassazione, sottolineando che il consenso può derivare anche da documenti trasmessi da legali.

  • Importanza del consenso esplicito nelle consulenze tecniche
  • Rischi legati all'acquisizione di documenti senza consenso
  • Ruolo attivo delle parti nel processo peritale

Conclusioni

In conclusione, l'Ordinanza n. 16012 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella chiarificazione delle modalità di acquisizione della documentazione in ambito di consulenza tecnica contabile. Le parti devono prestare attenzione a come esprimono il loro consenso, poiché questo può influenzare significativamente l'andamento del processo. La sentenza ci ricorda che la trasparenza e la chiarezza nelle comunicazioni tra le parti e i consulenti sono essenziali per garantire l'efficacia delle operazioni peritali.

Studio Legale Bianucci