L'importanza della distinzione tra dolus causam dans e dolus incidens: analisi dell'Ordinanza n. 17988 del 2024

La recente Ordinanza n. 17988 del 1 luglio 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, rappresenta un'importante chiarificazione in materia di annullamento dei contratti per vizi del consenso. In particolare, la sentenza si concentra sulla distinzione tra dolus causam dans e dolus incidens, due concetti fondamentali nel diritto civile italiano che influenzano la validità e l'efficacia contrattuale.

Il contesto giuridico

La questione affrontata dalla Corte trae origine dall'articolo 1439 del Codice Civile, che stabilisce che un contratto può essere annullato se concluso sotto l'influenza di un raggiro. Tuttavia, la sentenza chiarisce che non tutti i vizi del consenso portano all'annullamento del contratto. Infatti, il dolus causam dans è quello che determina la volontà di contrattare, mentre il dolus incidens riguarda vizi che influenzano le condizioni contrattuali senza compromettere il consenso fondamentale.

  • Dolus causam dans: senza di esso, il contratto non sarebbe stato concluso.
  • Dolus incidens: influisce su aspetti come il prezzo, ma non determina l'annullamento del contratto.
Annullamento del contratto - Dolus causam dans e dolus incidens - Distinzione - Conseguenze. In tema di annullamento del contratto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1439 e 1440 c.c., il dolus causam dans, senza il quale l'altra parte non avrebbe contrattato, si distingue dal dolus incidens, che influisce sulle condizioni della contrattazione, senza essere determinante del consenso e che non comporta l'invalidità del contratto, ma può dar luogo solo alla riparazione dei danni, cosicché, in caso di raggiro incidente solo sulla quantificazione del prezzo, il contratto di vendita non può essere annullato.

Le conseguenze pratiche della sentenza

Questa distinzione ha importanti ripercussioni nel mondo dei contratti. Infatti, se un contratto è colpito da dolus causam dans, le parti coinvolte hanno il diritto di richiederne l'annullamento. Tuttavia, se il raggiro si limita a influenzare la quantificazione del prezzo, il contratto rimane valido e la parte danneggiata può solo richiedere un risarcimento per i danni subiti.

Conclusioni

In conclusione, l'Ordinanza n. 17988 del 2024 rappresenta un passo avanti nella comprensione delle dinamiche contrattuali e dei vizi del consenso. La chiarezza fornita dalla Corte di Cassazione permette agli operatori del diritto di orientarsi meglio in situazioni in cui il raggiro può essere presente, garantendo una maggiore protezione delle parti contrattuali e una migliore applicazione delle norme civili. Rimanere aggiornati su tali sviluppi è essenziale per chiunque operi nel settore legale.

Studio Legale Bianucci