Analisi della Sentenza n. 25799 del 2023: Competenza e Impugnazione Telematica

La recente sentenza n. 25799 del 19 maggio 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, offre spunti significativi riguardo alla disciplina dell'impugnazione telematica in periodo di emergenza sanitaria da Covid-19. Questa decisione chiarisce i confini della competenza tra i giudici, stabilendo che non è soltanto il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato a dover dichiarare l'inammissibilità di un'impugnazione depositata telematicamente, ma anche il giudice di grado superiore, il "giudice ad quem".

Il Contesto Normativo

La normativa di riferimento è contenuta nel Decreto Legge n. 137 del 2020, convertito dalla Legge n. 176 del 2020. In particolare, l'articolo 24, comma 6-sexies, stabilisce i requisiti per le impugnazioni telematiche. La sentenza affronta quindi la questione della competenza funzionale, chiarendo che, in assenza di una preclusione esplicita, entrambi i giudici possono competere in merito all'inammissibilità dell'impugnazione.

Le Implicazioni della Sentenza

19 - Impugnazione telematica - Inammissibilità ex art. 24, comma 6 sexies d.l. n. 137 del 2020 - Competenza alternativa del giudice “a quo” e del giudice "ad quem" - Sussistenza - Ragioni. Nel vigore della disciplina emergenziale pandemica da Covid -19, la competenza funzionale a dichiarare l'inammissibilità dell'impugnazione depositata in via telematica per mancanza di taluno dei requisiti indicati dall'art. 24, comma 6-sexies, lett. a) ed e), d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, non spetta in via esclusiva al giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, ma appartiene anche, in via alternativa, al giudice "ad quem" non emergendo dal citato art. 24 alcuna preclusione in tal senso.

La decisione della Corte di Cassazione ha rilevanza pratica significativa: essa offre maggiore flessibilità per i ricorrenti, che possono sperare in una valutazione dell'inammissibilità anche da parte del giudice superiore, sebbene questo non escluda la responsabilità del primo giudice nella corretta gestione delle impugnazioni. Questo approccio potrebbe ridurre il rischio di incertezze giuridiche e garantire un accesso più equo alla giustizia.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 25799 del 2023 rappresenta un passo importante verso una maggiore chiarezza e certezza nel sistema delle impugnazioni telematiche, specialmente in un contesto emergenziale. La distinzione di competenza tra il giudice "a quo" e il giudice "ad quem" può contribuire a snellire il processo e a garantire che le impugnazioni siano trattate con la dovuta attenzione, mantenendo sempre al centro il diritto di difesa delle parti coinvolte.

Studio Legale Bianucci