Fallimento e Compensazione: Analisi dell'Ordinanza n. 15825 del 2024

La recente Ordinanza n. 15825 del 06/06/2024, emessa dalla Corte di Cassazione, affronta temi delicati legati al fallimento e alla formazione dello stato passivo. Questa sentenza, in particolare, esamina la questione della compensazione dei crediti e dei debiti tra una banca e un correntista fallito, evidenziando aspetti cruciali per i creditori in procedura concorsuale.

Il Contesto della Sentenza

La controversia ha avuto origine da una situazione in cui una banca era stata ammessa al passivo fallimentare per l'intero credito derivante dai conti correnti del fallito. La banca opponeva il decreto di esecutività, contestando il mancato riconoscimento della compensazione tra il suo credito e quello vantato dal fallito. Il ruolo del curatore e la sua eventuale impugnazione sono stati elementi chiave nel giudizio.

In genere. In tema di formazione dello stato passivo fallimentare, ove la banca sia stata ammessa al passivo per l'intero suo credito verso il fallito derivante dal saldo debitore dei conti correnti e dei conti collegati di anticipazione salvo buon fine, ed abbia opposto il decreto di esecutività per il mancato riconoscimento della compensazione tra tale credito e quello vantato dal fallito nei suoi confronti, a titolo di restituzione degli importi ad essa versati dai singoli debitori dei crediti oggetto dell'anticipazione, senza che il curatore abbia, a sua volta, autonomamente impugnato il decreto di ammissione, il giudice dell'opposizione non può nuovamente esaminare la questione relativa all'opponibilità verso la massa delle singole operazioni di anticipazione in base ad una rivalutazione dei fatti che sono stati o avrebbero dovuto essere oggetto di quel provvedimento, essendo l'ammissione coperta dal predetto giudicato; in tal caso, quindi, l'opponibilità del documento contrattuale e delle conseguenti anticipazioni comporta il dovere del giudice di accertare l'esistenza della clausola di compensazione, che deroga al principio di cristallizzazione dei crediti, indipendentemente dal fatto che il credito ed il correlativo debito siano, rispettivamente, anteriore e posteriore rispetto all'ammissione della correntista alla procedura concorsuale.

Le Implicazioni della Clausola di Compensazione

La sentenza sottolinea come l'esistenza di una clausola di compensazione possa influenzare notevolmente la posizione dei creditori. In particolare, la Corte ha evidenziato che, una volta che un credito è stato ammesso al passivo, non è possibile rivalutare la questione della compensazione, a meno che il curatore non impugni autonomamente il decreto di ammissione.

  • La compensazione può deroga al principio di cristallizzazione dei crediti.
  • Il giudice è obbligato a verificare l'esistenza della clausola di compensazione.
  • Le operazioni di anticipazione devono essere considerate in base al loro momento temporale rispetto alla dichiarazione di fallimento.

Conclusioni

L'Ordinanza n. 15825 del 2024 rappresenta un importante riferimento per la pratica legale in ambito fallimentare. Essa chiarisce le modalità di gestione dei crediti e dei debiti in contesti concorsuali, evidenziando il ruolo cruciale della clausola di compensazione. Per i professionisti del settore, è essenziale comprendere queste dinamiche per fornire un'assistenza adeguata ai propri clienti in situazioni di crisi finanziaria.

Studio Legale Bianucci