Ordinanza n. 10139 del 2024: Chiarimenti sulla sospensione dei termini processuali durante l'emergenza Covid-19

La recente ordinanza n. 10139 del 15 aprile 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, fornisce un'importante interpretazione riguardo alla sospensione dei termini processuali civili durante l'emergenza sanitaria da Covid-19. Questo provvedimento risulta cruciale per comprendere come sono stati gestiti i termini processuali in un contesto di emergenza e per garantire il diritto di difesa dei convenuti.

Il Contesto Normativo della Sospensione

L'articolo 83, comma 2, del decreto legge n. 18 del 2020 ha disposto la sospensione dei termini processuali a causa dell'emergenza epidemiologica. Tuttavia, la Corte ha chiarito che quando un termine processuale a ritroso intercetta, anche solo parzialmente, il periodo di sospensione, il termine stesso deve decorrere interamente dal momento della cessazione della sospensione fino alla data della successiva udienza.

  • Decorrenza dei termini: deve avvenire dalla cessazione della sospensione.
  • Differimento dell'udienza: è necessario un provvedimento giudiziale.
  • Nullità dell'ordine di rinnovazione: non sanabile, in quanto non si tratta di una nullità della vocatio in ius.

Analisi della Massima e delle Implicazioni Pratiche

In genere. In tema di sospensione dei termini processuali civili disposta, per l'emergenza epidemiologica da Covid-19, dall'art. 83, comma 2, del d.l. n. 18 del 2020, qualora il decorso di un termine processuale a ritroso (nella specie, il termine a comparire per il convenuto con atto di citazione) intercetti, pur in minima parte, il periodo di sospensione pandemica, detto termine deve decorrere, nella sua interezza, dal momento della cessazione della sospensione sino alla data della successiva udienza e, a tal fine, va emesso un provvedimento giudiziale di differimento della udienza e non un ordine di rinnovazione della notifica che, pertanto, se emanato, è affetto da nullità, non trattandosi di sanare inesistenti nullità della vocatio in ius quanto, piuttosto, di assicurare al convenuto la pienezza del termine a difesa.

Questa massima sottolinea l'importanza di garantire il diritto alla difesa. Infatti, il provvedimento di differimento dell'udienza è essenziale per assicurare che il convenuto possa esercitare pienamente il proprio diritto di difesa, senza essere penalizzato dalla sospensione dei termini. L'errore di emettere un ordine di rinnovazione della notifica, pertanto, comporterebbe la nullità del provvedimento, non potendo sanare una situazione di inadeguata tutela dei diritti del convenuto.

Conclusioni

In conclusione, l'ordinanza n. 10139 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella tutela dei diritti processuali durante situazioni di emergenza. Essa evidenzia come la giurisprudenza sia chiamata a bilanciare le esigenze di funzionalità del sistema giudiziario con il fondamentale diritto alla difesa, assicurando che i termini processuali siano gestiti in modo equo e giusto. È fondamentale per i professionisti del diritto tenere in considerazione queste indicazioni per garantire una corretta applicazione delle norme durante e dopo periodi di emergenza sanitaria.

Studio Legale Bianucci