Commento alla Sentenza n. 18831 del 2024: Promessa di Pagamento e Onere della Prova

La sentenza n. 18831 del 10 luglio 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre interessanti spunti di riflessione in merito alla disciplina degli assegni intrasferibili e alle promesse di pagamento. In particolare, la decisione chiarisce le responsabilità del traente in relazione all'onere della prova quando si tratta di circostanze che potrebbero modificare l'efficacia di un impegno di pagamento.

Il Contesto della Sentenza

Nel caso specifico, la Corte si è trovata a dover valutare la sussistenza di una promessa di pagamento da parte di Z. nei confronti di P. attraverso l'emissione di un assegno intrasferibile. La questione principale era se l'emissione di tale assegno dovesse essere considerata una promessa di pagamento valida, oppure se ci fossero elementi che giustificassero una finalità diversa dal semplice impegno di pagamento.

Assegno intrasferibile con importo e indicazione del beneficiario - Promessa di pagamento - Sussistenza - Onere della prova - Finalità diversa dall’impegno di pagamento o della circolazione contro la sua volontà - A carico del traente. L'assegno intrasferibile compilato dall'emittente con l'importo e il nominativo del beneficiario integra una promessa di pagamento del primo nei confronti del secondo, con la conseguenza che è a carico del traente l'onere della prova di una finalità, correlata all'inserimento del nominativo del beneficiario, diversa dall'impegno a pagare l'importo indicato sul titolo nei suoi confronti, ovvero che la successiva circolazione sia avvenuta contro la sua volontà.

Onere della Prova e Implicazioni Giuridiche

La sentenza stabilisce chiaramente che è onere del traente dimostrare che l'inserimento del nominativo del beneficiario sull'assegno avesse una finalità diversa dalla mera promessa di pagamento. Questa posizione si fonda su una lettura delle norme del Codice Civile, in particolare degli articoli 1988 e 2697, che trattano rispettivamente della promessa di pagamento e dell'onere della prova. Pertanto, il traente deve provare che l'intento fosse differente, altrimenti la promessa di pagamento rimane valida e vincolante.

Considerazioni Finali

In conclusione, la sentenza n. 18831 del 2024 rappresenta un importante precedente per la giurisprudenza italiana, specialmente in materia di assegni intrasferibili e promesse di pagamento. Le aziende e i professionisti del settore legale devono prestare particolare attenzione a questi aspetti, poiché una corretta gestione della documentazione e una chiara esplicazione delle intenzioni possono prevenire contenziosi futuri. L'assegno intrasferibile, se utilizzato correttamente, può rivelarsi uno strumento utile, ma è fondamentale comprendere le responsabilità che ne derivano.

Studio Legale Bianucci