La sentenza n. 18381 del 2024 e la natura della procura alle liti

La recente ordinanza n. 18381 del 5 luglio 2024 della Corte di Cassazione rappresenta un'importante chiarificazione sul tema della procura alle liti, sottolineando il ruolo specifico del difensore nella certificazione della sottoscrizione. Questo argomento è di notevole rilevanza per tutti coloro che operano nel campo del diritto civile e per i professionisti legali che devono gestire questioni di rappresentanza in giudizio.

Il contesto normativo della procura alle liti

La procura alle liti è un atto giuridico fondamentale nel processo civile, che consente a un soggetto di delegare a un altro (il difensore) il potere di rappresentarlo in giudizio. L'art. 83 del Codice di Procedura Civile stabilisce le modalità di conferimento e le forme necessarie per la validità della procura. Tuttavia, la questione si complica quando si parla di autenticazione della firma del soggetto che conferisce la procura.

La massima della sentenza e il suo significato

PROCURA - AUTENTICAZIONE DELLA SOTTOSCRIZIONE Procura - Certificazione del difensore dell'autografia della sottoscrizione - Funzione - Autenticazione in senso proprio - Esclusione - Prova dell'autenticità - Attestazione della sottoscrizione in presenza del difensore - Necessità - Esclusione - Obbligo di identificazione del soggetto che rilascia il negozio unilaterale di procura - Esclusione. In tema di procura alle liti, la certificazione del difensore dell'autografia della sottoscrizione, come "autentica minore", ha soltanto la funzione di attestare l'appartenenza della sottoscrizione a una determinata persona e non va intesa come autenticazione in senso proprio, quale quella effettuata secondo le previsioni dell'art. 2703 c.c. dal notaio o da altro pubblico ufficiale all'uopo autorizzato, con la conseguenza che non è necessario che il difensore attesti che la sottoscrizione è avvenuta in sua presenza, né che il difensore assuma su di sé, all'atto dell'autenticazione della firma, l'obbligo di identificazione del soggetto che rilascia il negozio unilaterale di procura.

Questa massima chiarisce che la certificazione del difensore non equivale a un'autenticazione formale come quella richiesta per atti notarili. In sostanza, il difensore è chiamato a certificare che la firma appartiene a una specifica persona, ma non ha l'obbligo di attestare che la firma sia stata apposta in sua presenza. Questo rappresenta un'importante semplificazione per le pratiche legali, riducendo gli oneri burocratici gravanti sui professionisti.

Implicazioni pratiche della sentenza

Le implicazioni di questa sentenza sono molteplici:

  • Riduzione della necessità di presenze fisiche del difensore al momento della sottoscrizione;
  • Chiarezza sull'importanza della certificazione del difensore come "autentica minore";
  • Possibilità di snellire procedure e tempistiche nella gestione delle procure;
  • Maggiore accessibilità per i clienti nel conferire mandato ai propri avvocati.

È fondamentale che i professionisti del diritto comprendano queste dinamiche per poter assistere al meglio i propri clienti, garantendo al contempo la validità degli atti giuridici proposti.

Conclusioni

In conclusione, l'ordinanza n. 18381 del 2024 rappresenta un passo avanti nella semplificazione della normativa riguardante la procura alle liti. Essa offre chiarimenti utili per i difensori e per i loro clienti, evidenziando la funzione della certificazione del difensore senza appesantire il processo con requisiti non necessari. È importante che gli avvocati si mantengano aggiornati su tali sviluppi giurisprudenziali per garantire una pratica legale sempre più efficiente e al passo con i tempi.

Studio Legale Bianucci