Concordato preventivo e crediti contestati: la sentenza n. 21431 del 2024

La recente ordinanza n. 21431 del 31 luglio 2024 della Corte d'Appello di Bari ha sollevato importanti questioni in merito alla gestione dei crediti oggetto di contestazione giudiziale nel contesto del concordato preventivo. Questo articolo si propone di analizzare il significato di tale pronuncia, evidenziando le implicazioni per i debitori e i creditori coinvolti nella procedura.

Il contesto del concordato preventivo

Il concordato preventivo è uno strumento previsto dalla legge fallimentare che consente a un imprenditore in difficoltà di ristrutturare i propri debiti attraverso un accordo con i creditori. Una delle questioni più delicate riguarda l'inclusione dei crediti contestati, ovvero quelli su cui è in corso una disputa legale. La Corte d'Appello di Bari ha ribadito che, in linea generale, la presenza di tali crediti non deve impedire il loro inserimento nelle classi omogenee della proposta di concordato.

Le ragioni alla base dell'ordinanza

In genere, in tema di concordato preventivo, la sussistenza di crediti oggetto di contestazione giudiziale non preclude il loro doveroso inserimento in una delle classi omogenee previste dalla proposta, ovvero in apposita classe ad essi riservata, assolvendo tale adempimento, ricadente sul debitore ed oggetto di controllo critico sulla regolarità della procedura che il tribunale deve assolvere direttamente, ad una fondamentale esigenza di informazione dell'intero ceto creditorio: da un lato, infatti, tale omissione pregiudicherebbe gli interessi di coloro che al momento non dispongono ancora dell'accertamento definitivo dei propri diritti (ma che possono essere ammessi al voto, ex art. 176 l.fall., con previsione di specifico trattamento per l'ipotesi che le pretese siano confermate o modificate in sede giurisdizionale); dall'altro, essa altererebbe le previsioni del piano di soddisfacimento degli altri creditori certi, non consentendo loro di esprimere valutazioni prognostiche corrette e di atteggiarsi in modo pienamente informato circa il proprio voto.

La massima evidenziata dalla Corte sottolinea l'importanza di garantire una corretta informazione a tutti i creditori, in modo che possano esercitare i propri diritti in modo consapevole. L'inserimento di crediti contestati, infatti, non solo tutela gli interessi di coloro che non hanno ancora un accertamento definitivo, ma consente anche agli altri creditori di valutare con accuratezza il piano di soddisfacimento proposto dal debitore.

Implicazioni per i creditori e debitori

  • Garanzia di trasparenza: l'inserimento dei crediti contestati permette una visione chiara della situazione debitoria.
  • Diritti dei creditori: i creditori possono esprimere un voto informato e consapevole, influenzando così l'esito del concordato.
  • Rischi di omissione: l'assenza di crediti contestati potrebbe compromettere l'interesse dei creditori in attesa di un accertamento.

Questa sentenza rappresenta un passo importante verso una maggiore chiarezza e correttezza nelle procedure di concordato preventivo, affermando un principio che potrebbe fungere da guida per i tribunali in casi futuri.

Conclusioni

In conclusione, l'ordinanza n. 21431 del 2024 offre una visione chiara sull'importanza dell'inserimento dei crediti contestati nel concordato preventivo. La Corte d'Appello di Bari, confermando che tale adempimento è essenziale per garantire il diritto all'informazione dei creditori, ha tracciato una linea di demarcazione fondamentale per il corretto svolgimento delle procedure concorsuali. È dunque cruciale per i professionisti del settore tenere in considerazione questo orientamento giurisprudenziale nelle loro pratiche quotidiane.

Studio Legale Bianucci