Commento alla sentenza n. 16973 del 2024: Mediazione e diritto alla provvigione

La sentenza n. 16973 del 20 giugno 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, affronta un tema di grande rilevanza nel campo della mediazione: il diritto del mediatore alla provvigione al momento della conclusione di un affare. Questo tema è particolarmente significativo in un contesto in cui le dinamiche commerciali e i rapporti tra le parti sono in continua evoluzione.

Il contesto della sentenza

La Corte si è pronunciata in merito a un caso in cui la provvigione era stata richiesta da un mediatore, P., nei confronti di A., in seguito alla conclusione di un affare. La Corte ha ribadito che il diritto alla provvigione sorge non solo nel caso in cui l'affare sia concluso dalle stesse parti a cui era stato proposto, ma anche quando le parti coinvolte presentano un legame, anche se non di rappresentanza. Questo aspetto evidenzia la flessibilità della normativa di riferimento, in particolare dell'articolo 1755 del Codice Civile.

Mediazione - Diritto alla provvigione - Presupposti - Identità delle parti cui l’affare è stato proposto e quelle tra le quali è stato concluso - Necessità - Esclusione - Condizioni - Fattispecie. Il diritto del mediatore alla provvigione consegue alla conclusione dell'affare, mentre non rileva che questo sia concluso dalle medesime parti ovvero da parti diverse da quelle cui è stato proposto, purché vi sia un legame, anche se non necessariamente di rappresentanza, tra la parte originaria - che resta debitrice nei confronti del mediatore, per avere costei avuto rapporti con lo stesso - e quella con cui è stato successivamente concluso, tale da giustificare, nell'ambito dei reciproci rapporti economici, lo spostamento della trattativa o la stessa conclusione dell'affare su un altro soggetto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che, in parte qua, in forza dell'accertato collegamento di affinità tra la persona fisica nonché amministratore della società venditrice conferente l'incarico di mediazione e la stessa società venditrice, aveva riconosciuto il diritto alla provvigione ritenendolo dovuto dal solo amministratore della società).

Le implicazioni pratiche

Il principio stabilito dalla Corte ha importanti implicazioni pratiche per i mediatori e le parti coinvolte. In particolare, si possono evidenziare alcuni punti chiave:

  • Il legame tra le parti è fondamentale: anche se non vi è un rapporto di rappresentanza, la connessione deve essere tale da giustificare la provvigione.
  • La provvigione è legata alla conclusione dell'affare, non necessariamente alla sua origine.
  • La Corte ha cassato una sentenza precedente, evidenziando che il diritto alla provvigione non può limitarsi a una sola delle parti coinvolte.

Conclusioni

La sentenza n. 16973 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella definizione dei diritti dei mediatori in Italia. Essa chiarisce che il diritto alla provvigione non è esclusivo delle parti originarie dell'affare, ma può estendersi a situazioni in cui esistono legami economici e relazionali. Questo approccio, che valorizza la dinamica delle trattative, offre maggiore protezione ai mediatori e stimola una maggiore trasparenza nei rapporti commerciali.

Studio Legale Bianucci