La sentenza n. 18875/2024 e la forma scritta nel contratto preliminare di compravendita immobiliare

La sentenza n. 18875 del 10 luglio 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, rappresenta un momento significativo nel panorama giuridico italiano, in particolare per quanto riguarda la risoluzione consensuale dei contratti preliminari di compravendita immobiliare. Questa decisione riafferma la necessità di rispettare la forma scritta ad substantiam, già prevista per il contratto originario, evidenziando così l'importanza della formalità in ambito contrattuale.

Il principio di forma scritta ad substantiam

Secondo la sentenza, la risoluzione consensuale di un contratto preliminare di compravendita immobiliare deve avvenire in forma scritta, come stabilito dagli articoli 1350 e 1351 del Codice Civile. Questo significa che entrambe le parti devono formalizzare l'accordo di risoluzione per iscritto, affinché esso sia valido e producibile in giudizio. L'importanza di questo requisito non può essere sottovalutata, poiché serve a garantire la certezza dei rapporti giuridici e a prevenire eventuali contenziosi futuri.

Le implicazioni della sentenza

Le implicazioni di questa sentenza sono molteplici e riguardano diversi aspetti pratici della vita quotidiana. In particolare, si possono evidenziare:

  • La salvaguardia dei diritti delle parti coinvolte, che devono essere tutelate da eventuali contestazioni sulla validità della risoluzione.
  • La promozione della trasparenza e della chiarezza nei rapporti contrattuali, che devono sempre essere formalizzati in modo adeguato.
  • Il richiamo al principio di equità, fondamentale in ogni atto a titolo oneroso, che deve garantire un equilibrio tra le prestazioni delle parti.
La risoluzione consensuale del contratto preliminare di compravendita immobiliare è soggetta alla stessa forma scritta ad substantiam richiesta per il contratto originario.

Questa massima sottolinea che la forma scritta non è un mero adempimento burocratico, ma un elemento essenziale per la validità dell'atto. In effetti, la mancanza di tale formalità può portare a gravi conseguenze, come la nullità della risoluzione e la possibile riemersione degli obblighi contrattuali iniziali.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 18875/2024 rappresenta un'importante conferma dell'importanza della forma scritta nei contratti preliminari di compravendita immobiliare. Le parti devono essere consapevoli di questa esigenza e prepararsi adeguatamente, cercando sempre l'assistenza di professionisti del settore legale per garantire che ogni accordo sia formalizzato secondo le norme vigenti. La certezza del diritto e la tutela delle posizioni giuridiche dei cittadini sono principi che devono sempre essere al primo posto nelle transazioni immobiliari.

Studio Legale Bianucci