Concessione di Servizi e Appalto Pubblico: Commento sulla Sentenza n. 9818 del 2024

La recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 9818, datata 11 aprile 2024, offre un'importante chiarificazione riguardo ai contratti pubblici, in particolare tra concessione di servizi e appalto pubblico. Questa distinzione è fondamentale non solo per gli operatori economici, ma anche per la pubblica amministrazione, che deve orientarsi in un contesto normativo sempre più complesso.

La distinzione tra concessione di servizi e appalto pubblico

Secondo la sentenza, la concessione di servizi si differenzia nettamente dall'appalto pubblico di servizi. In modo particolare, l'appalto pubblico riguarda servizi forniti alla pubblica amministrazione, mentre la concessione di servizi si rivolge direttamente al pubblico degli utenti. Questo aspetto è cruciale, poiché influisce sulla modalità di remunerazione e sul rischio di gestione.

In genere. La concessione di servizi si differenzia dall'appalto pubblico di servizi poiché quest'ultimo riguarda di regola servizi resi alla pubblica amministrazione e non al pubblico degli utenti, non comporta il trasferimento del diritto di gestione quale controprestazione, e, infine, non determina, in ragione delle modalità di remunerazione, l'assunzione del rischio di gestione da parte dell'affidatario. (Nella specie, la S.C. ha qualificato come concessione di servizi il rapporto tra l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e gli organismi di certificazione della conformità a legge di apparecchi e congegni da gioco lecito, valorizzando la circostanza che l'attività svolta da tali organismi, oltre ad indirizzarsi nei confronti di tutti gli operatori del settore, risulta direttamente remunerata da quanti, tra essi, ne abbiano fatto richiesta).

Questo passaggio evidenzia come la Corte abbia riconosciuto la natura di concessione di servizi nel rapporto tra l'Agenzia delle Dogane e i soggetti certificatori, sottolineando che tali organismi operano in un contesto commerciale diretto e non attraverso la pubblica amministrazione.

Riferimenti normativi e giurisprudenziali

La sentenza si fonda su una solida base normativa, richiamando il Regio Decreto del 1931 e la Legge n. 388 del 2000, che delineano i contorni legali delle concessioni e degli appalti pubblici. Inoltre, il richiamo a precedenti massime giurisprudenziali, come le sentenze n. 9139 del 2015 e n. 8692 del 2022, conferma la continuità dell'orientamento della Corte in materia.

  • Distinzione fondamentale tra concessione di servizi e appalto pubblico
  • Rischio di gestione e modalità di remunerazione
  • Implicazioni per la pubblica amministrazione e gli operatori del settore

Conclusioni

In conclusione, l'ordinanza n. 9818 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella comprensione del diritto amministrativo italiano, chiarendo le differenze tra concessione di servizi e appalto pubblico. Per gli operatori del settore, è essenziale comprendere queste distinzioni per navigare efficacemente nel panorama legislativo e contrattuale. La sentenza non solo offre una guida pratica, ma sottolinea anche l'importanza di una corretta interpretazione delle norme, fondamentale per evitare contenziosi futuri e garantire un corretto funzionamento dei servizi pubblici.

Studio Legale Bianucci