Commento all'Ordinanza n. 8982 del 2024: Obblighi dell'Appellante e Contributo Unificato

Recentemente, la Corte di Cassazione ha emesso l'Ordinanza n. 8982 del 4 aprile 2024, che tratta in modo dettagliato delle conseguenze del rigetto di un appello e dell'obbligo di versare il contributo unificato. Questa pronuncia rappresenta un importante punto di riferimento, chiarendo le responsabilità dell'appellante, anche in caso di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Il Contesto Normativo

La questione centrale dell'ordinanza riguarda il contributo unificato previsto dall'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, noto come Testo Unico delle Spese di Giustizia (TUSG). Questo contributo è dovuto in caso di rigetto dell'impugnazione, sia essa dichiarata inammissibile o improcedibile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato che il giudice deve attestare l'obbligo dell'appellante di versare tale contributo, a prescindere dalla sua ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Le Conseguenze del Rigetto dell'Impugnazione

In genere. Nel caso in cui l'appello venga respinto, perché rigettato integralmente, ovvero dichiarato inammissibile o improcedibile, il giudice attesta l'obbligo dell'appellante, ancorché ammesso in via anticipata e provvisoria al patrocinio a spese dello Stato, di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002 (cd. TUSG), rilevando a tal fine soltanto l'elemento oggettivo costituito dal tenore della pronuncia che ne determina il presupposto, mentre le condizioni soggettive della parte vanno invece verificate, nella loro specifica esistenza e permanenza, a cura della cancelleria al momento dell'eventuale successiva attività di recupero del contributo.

Questa massima chiarisce che, sebbene un appellante possa essere stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, ciò non lo esonera dall'obbligo di versare il contributo unificato qualora la sua impugnazione venga rigettata. La Corte ha sottolineato l'importanza di distinguere tra l'elemento oggettivo, rappresentato dalla pronuncia del giudice, e le condizioni soggettive, che devono essere verificate dalla cancelleria.

Riflessioni Finali

In conclusione, l'Ordinanza n. 8982 del 2024 offre un'importante chiave di lettura riguardo agli obblighi degli appellanti e alla gestione delle spese processuali. È fondamentale che gli avvocati e i loro assistiti siano consapevoli di queste disposizioni per evitare sorprese nel corso delle procedure legali. La chiarezza del principio enunciato dalla Corte è essenziale per garantire una corretta applicazione delle norme e una protezione adeguata dei diritti delle parti coinvolte.

Studio Legale Bianucci