Ordinanza n. 17738 del 2024: il diritto all'oblio e la diffamazione

Il diritto all'oblio è un tema di grande rilevanza nel contesto legale attuale, specialmente alla luce dell'ordinanza n. 17738 del 27 giugno 2024 della Corte di Cassazione. Questa sentenza si inserisce in un dibattito che coinvolge diritti fondamentali quali la riservatezza e la libertà di stampa, ponendo un'interessante riflessione sulla liceità delle notizie pubblicate e sulla loro conservazione negli archivi digitali.

Il contesto della sentenza

La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui era stata accertata la diffusione di notizie diffamatorie riguardanti l'uso improprio di un'auto di servizio da parte di un politico. In tal senso, la Corte ha stabilito che l'interesse alla conservazione delle notizie negli archivi informatici può prevalere sul diritto all'oblio, ma solo se la pubblicazione originale delle notizie era lecita.

L'interesse alla conservazione delle notizie negli archivi informatici dei giornali può prevalere sul diritto della persona all'oblio delle notizie che la riguardano soltanto nel caso di liceità dell'iniziale pubblicazione. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il motivo di ricorso con cui si censurava la sentenza impugnata che, dopo avere accertato il carattere diffamatorio delle notizie pubblicate su una testata on line, relative all'uso per fini personali dell'auto di servizio di un politico, ne aveva ordinato la cancellazione dall'archivio telematico).

Il bilanciamento tra diritti

Questo principio stabilisce un delicato equilibrio tra diversi diritti e interessi. Da un lato, abbiamo il diritto alla riservatezza e il diritto all'oblio, che tutelano la dignità della persona e la sua reputazione. Dall'altro lato, si erge la libertà di espressione e il diritto di cronaca, essenziali in una società democratica.

In particolare, i fattori da considerare includono:

  • La liceità della pubblicazione iniziale delle notizie.
  • Il carattere diffamatorio delle informazioni diffuse.
  • Il periodo di tempo intercorso dalla pubblicazione.
  • Il contesto in cui le notizie sono state diffuse.

Conclusioni

L'ordinanza n. 17738 del 2024 rappresenta un'importante tappa nell'evoluzione del diritto all'oblio in Italia. Essa chiarisce che la semplice esistenza di notizie diffamatorie non basta per giustificare l'obliterazione di esse dagli archivi, se la pubblicazione iniziale era legittima. Questo equilibrio è cruciale per tutelare la libertà di stampa e garantire il diritto alla riservatezza, elementi essenziali di una società equilibrata e rispettosa dei diritti umani.

Studio Legale Bianucci