Commento sulla Sentenza n. 19921 del 2024: Sanzioni Disciplinari nel Settore Sanitario

La sentenza n. 19921 del 19 luglio 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, affronta una questione cruciale riguardante le sanzioni disciplinari irrogate agli esercenti le professioni sanitarie. In particolare, si evidenzia l'importanza della corretta redazione dei provvedimenti sanzionatori e le conseguenze dell'eventuale omissione di informazioni fondamentali.

Il Contesto della Sentenza

Il caso in esame riguarda F. (A. F.) contro O. (S. E. A.), in cui la Commissione Centrale per le Professioni Sanitarie aveva irrogato una sanzione disciplinare. La contestazione principale si riferiva alla mancata indicazione della data di deliberazione nel provvedimento sanzionatorio. Questo aspetto ha sollevato interrogativi sulla validità del provvedimento stesso.

Sanzione disciplinare irrogata ad esercente professione sanitaria - Mancata indicazione nel provvedimento sanzionatorio della data di deliberazione - Nullità del provvedimento - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. L'omessa indicazione della data di adozione della sanzione nella decisione pronunciata nei confronti dell'esercente la professione sanitaria non ne comporta la nullità, ex art. 47 del d.P.R. n. 221 del 1950, ove nel provvedimento risulti che la sanzione sia stata assunta nel corso della trattazione orale atteso che la predetta disposizione non distingue tra momento di deliberazione e momento di redazione della decisione i quali, anche in relazione all'art. 46 dello stesso d.P.R. secondo cui il dispositivo è riportato nel verbale, devono pertanto, di regola, ritenersi coincidenti.

Analisi della Decisione

La Corte, con la sua ordinanza, ha chiarito che l'assenza della data di deliberazione nel provvedimento sanzionatorio non determina la nullità del provvedimento stesso. Questo è in linea con il disposto degli articoli 46 e 47 del d.P.R. n. 221 del 1950, che regola le sanzioni disciplinari nel settore sanitario. La decisione della Corte si basa sulla considerazione che il momento della deliberazione e quello della redazione del provvedimento sono, in genere, coincidenti.

In tal modo, la Corte sottolinea la necessità di garantire la funzionalità e l'efficacia del procedimento disciplinare, evitando che piccole omissioni burocratiche possano compromettere l'intero processo. Questo approccio è fondamentale per garantire la tutela dei diritti degli esercenti la professione sanitaria, senza compromettere la serietà delle sanzioni disciplinari.

Conclusioni

La sentenza n. 19921 del 2024 offre importanti spunti di riflessione sul funzionamento delle procedure disciplinari nel settore sanitario. Essa ribadisce che, sebbene la forma e la correttezza dei provvedimenti siano fondamentali, è essenziale che tali procedure non diventino un ostacolo alla giustizia. Le professioni sanitarie devono mantenere alti standard di responsabilità, ma è altrettanto importante che le garanzie procedurali siano rispettate per garantire un giusto equilibrio tra disciplina e diritto alla difesa.

Studio Legale Bianucci