Analisi della Sentenza n. 18286 del 04/07/2024: Confisca e Principio di Proporzionalità

La recente sentenza n. 18286 del 4 luglio 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre spunti rilevanti su un tema di notevole importanza nel panorama giuridico italiano: la confisca di beni in ambito doganale e la sua conformità ai principi del diritto dell'Unione Europea. In particolare, la Corte ha stabilito che la confisca prevista dall'articolo 301 del DPR n. 43 del 1973 non contrasta con il principio di proporzionalità, chiarendo così alcuni aspetti fondamentali della normativa fiscale.

La natura della confisca ex art. 301 T.U. dogane

Secondo la Corte, la confisca di cui all'articolo 301 ha una chiara natura di misura di sicurezza. Questo significa che non è solo un mezzo punitivo, ma serve anche a prevenire ulteriori illeciti e a garantire il recupero celere delle somme dovute all'erario. La decisione mette in luce come la confisca possa essere vista come un'azione volta a:

  • Neutralizzare la realizzazione di futuri illeciti.
  • Recuperare tempestivamente le imposte evase.

In questo contesto, è evidente che la misura di confisca svolge un ruolo cruciale nella lotta contro l'evasione e il contrabbando, garantendo che le normative fiscali siano rispettate e che l'erario possa recuperare le somme dovute.

Il principio di proporzionalità e il richiamo alla giurisprudenza europea

273/13.

La Corte di giustizia dell'Unione Europea, con la sentenza richiamata, ha definito il principio di proporzionalità come uno dei pilastri fondamentali del diritto europeo. Questo principio implica che qualsiasi misura adottata dallo Stato deve essere adeguata, necessaria e non eccedere ciò che è richiesto per raggiungere un obiettivo legittimo. Tuttavia, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18286, ha stabilito che la confisca ex art. 301 non viola questo principio, poiché la sua applicazione è giustificata dalla necessità di prevenire il contrabbando e garantire il corretto funzionamento del sistema fiscale.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 18286 del 2024 rappresenta un importante tassello nella giurisprudenza italiana riguardo alla confisca in ambito doganale. Essa chiarisce che, sebbene la confisca possa apparire severa, la sua finalità è quella di proteggere l'interesse pubblico e garantire l'efficacia delle norme fiscali. La decisione della Corte di Cassazione non solo rafforza la lotta contro l'evasione fiscale, ma dimostra anche un'applicazione equilibrata del principio di proporzionalità, in linea con le direttive europee.

Studio Legale Bianucci