Ordinanza n. 18518 del 2024: Responsabilità del Custode e Onere della Prova

La recente ordinanza n. 18518 del 8 luglio 2024 della Corte Suprema di Cassazione offre importanti chiarimenti in materia di responsabilità per cose in custodia, ai sensi dell'art. 2051 del Codice Civile italiano. Questo caso, che coinvolge le parti C. (D. A.) e C. (S. B.), mette in evidenza l'onere della prova che grava sul danneggiato, contribuendo a definire meglio il concetto di responsabilità oggettiva del custode.

Natura della Responsabilità del Custode

La responsabilità del custode, come stabilito dall'articolo 2051 c.c., è di natura oggettiva. Questo significa che il custode è responsabile per i danni causati dalla cosa sotto la sua custodia, indipendentemente dalla sua colpa. In altre parole, il danneggiato deve dimostrare solo due elementi fondamentali:

  • la derivazione del danno dalla cosa custodita;
  • la custodia della cosa da parte del soggetto ritenuto responsabile.

Non è necessario dimostrare che il custode abbia agito con colpa o negligenza. Questa impostazione giuridica ha lo scopo di tutelare il danneggiato, semplificando il processo di risarcimento.

Il Caso Specifico e il Rinvio della Corte

Nell'ordinanza in esame, la Corte ha cassato con rinvio una precedente decisione della Corte d'Appello di Salerno, che aveva rigettato la domanda risarcitoria per insufficienza di prove riguardo alla condotta di guida diligente della vittima. Questo aspetto è cruciale, poiché la Corte ha sottolineato che, in materia di responsabilità ex art. 2051 c.c., non è necessario provare l'assenza di colpa del danneggiato nel relazionarsi con la cosa in custodia, a condizione che vengano dimostrati i due elementi sopra citati.

Responsabilità del custode - Natura oggettiva - Onere della prova a carico del danneggiato - Nesso causale tra cosa ed evento - Custodia - Sufficienza - Diligenza nel relazionarsi con la res oggetto di custodia - Esclusione - Fattispecie. In materia di responsabilità ex art. 2051 c.c., stante la natura oggettiva della responsabilità del custode, a carico del soggetto danneggiato sussiste l'onere di provare soltanto la derivazione del danno dalla cosa e la custodia della stessa da parte del preteso responsabile, non pure la propria assenza di colpa nel relazionarsi con essa. (In applicazione del principio la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza che aveva rigettato la domanda risarcitoria per carenza di prova in ordine alla condotta di guida diligente e prudente della vittima).

Conclusioni

Questa ordinanza rappresenta un passo importante nella definizione della responsabilità del custode, chiarendo i diritti del danneggiato e semplificando il percorso per ottenere un risarcimento. L'approccio della Corte di Cassazione tende a garantire una maggiore protezione per i soggetti danneggiati, enfatizzando che l'onere della prova per dimostrare la responsabilità del custode è limitato agli aspetti essenziali. In un contesto legale complesso come quello attuale, è fondamentale che le parti coinvolte comprendano queste dinamiche per tutelare al meglio i propri diritti.

Studio Legale Bianucci