Responsabilità del Datore di Lavoro e Prevenzione Infortuni: Commento alla Sentenza n. 15406 del 2023

La recente sentenza n. 15406 del 20 dicembre 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, si pone come un importante punto di riferimento in tema di responsabilità del datore di lavoro per infortuni sul lavoro. Questo pronunciamento chiarisce le condizioni in cui la redazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) e l'adozione delle misure di prevenzione possano esonerare il datore di lavoro da responsabilità civile e penale.

Il Ruolo del Documento di Valutazione dei Rischi

Il DVR è un obbligo normativo previsto dal Decreto Legislativo n. 81 del 2008, che stabilisce come i datori di lavoro debbano individuare e valutare i rischi presenti nel luogo di lavoro. Tuttavia, la sentenza in esame evidenzia che la semplice redazione del DVR, anche se effettuata da un professionista competente, non è sufficiente a escludere la responsabilità del datore di lavoro. Infatti, come stabilito dalla Corte, è necessario che il datore di lavoro adotti misure di prevenzione anche in presenza di rischi ulteriori o inadeguatezza delle misure già adottate.

Datore di lavoro - Documento di valutazione dei rischi - Adozione di misure di prevenzione - Rilevanza ai fini dell'esonero della responsabilità del datore - Condizioni - Fattispecie. In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, la redazione del documento di valutazione dei rischi effettuata da un professionista incaricato, dotato delle necessarie competenze e l'adozione delle prescritte misure di prevenzione non escludono la responsabilità del datore di lavoro nel caso in cui quest'ultimo possa rilevare la sussistenza di rischi ulteriori o l'inadeguatezza delle modalità di prevenzione di quelli già correttamente individuati, adoperando l'ordinaria diligenza, sulla base di competenze tecniche di diffusa conoscenza ovvero di regole di comune esperienza. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto immune da censure la condanna del datore di lavoro per le lesioni da ustione riportate da un lavoratore, attinto da schizzi di alluminio fuso, mentre eseguiva la "scorificazione" del metallo in fusione indossando guanti in pelle fino al polso, grembiule e pantaloni in cotone, occhiali senza calotta protettiva di viso e capo, nonostante il DVR non prevedesse, per l'esecuzione dell'operazione, l'utilizzo di indumenti "alluminizzati" termoprotettivi).

Le Implicazioni della Sentenza e la Responsabilità del Datore di Lavoro

La sentenza n. 15406 del 2023 si inserisce in un filone giurisprudenziale già avviato, che pone l'accento sulla responsabilità del datore di lavoro anche in presenza di un DVR redatto correttamente. Infatti, l'adozione di misure di prevenzione adeguate è fondamentale per garantire la sicurezza dei lavoratori. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la condanna del datore di lavoro per le lesioni riportate da un lavoratore, evidenziando che le misure di protezione adottate non erano sufficienti per prevenire il rischio di ustioni durante operazioni pericolose come la "scorificazione" del metallo in fusione.

  • Importanza della valutazione dei rischi
  • Obbligo di aggiornamento del DVR
  • Responsabilità del datore di lavoro in caso di inadeguatezza delle misure

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 15406 del 2023 rappresenta un chiaro monito per i datori di lavoro: la responsabilità non può essere delegata unicamente alla redazione del DVR, ma deve essere accompagnata da un costante impegno verso la sicurezza sul lavoro. È fondamentale che i datori di lavoro non solo redigano il documento di valutazione dei rischi, ma che attuino anche un'efficace gestione dei rischi, aggiornando costantemente le misure di prevenzione e garantendo adeguati dispositivi di protezione ai propri lavoratori.

Studio Legale Bianucci