Sentenza n. 10005 del 2024: Indennità di manodopera e intermediazione vietata

La recente ordinanza n. 10005 del 12 aprile 2024, emessa dalla Corte d'Appello di Brescia, offre importanti chiarimenti in merito all'indennità prevista dall'art. 39 del d.lgs. n. 81 del 2015, in particolare riguardo alla questione della detrazione dell'aliunde perceptum e all'intermediazione vietata di manodopera. La decisione si inserisce in un contesto normativo complesso, dove la distinzione tra lavoro subordinato, autonomo e appalto è cruciale per la tutela dei diritti dei lavoratori.

Il contesto della sentenza

Nel caso specifico, la Corte ha rigettato il ricorso di B. contro M., confermando l'interpretazione secondo cui, in caso di intermediazione vietata di manodopera, la liquidazione dell'indennità di cui all'art. 39 non deve avvenire con la detrazione dell'aliunde perceptum. Questa conclusione si basa su due criteri di interpretazione: quello ermeneutico letterale e quello teleologico.

Indennità ex art. 39 del d.lgs. n. 81 del 2015 - Criteri di liquidazione - Detrazione dell'aliunde perceptum - Esclusione - Ragioni. In caso di intermediazione vietata di manodopera, la liquidazione dell'indennità di cui all'art. 39 del d.lgs. n. 81 del 2015 va effettuata senza detrazione dell'aliunde perceptum, in applicazione sia del criterio ermeneutico letterale, considerato che la decurtazione non è prevista dalla norma citata, sia di quello teleologico, stante la sovrapponibilità della formulazione dell'art. 39 con quella del risarcimento forfettizzato di cui all'art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010.

Interpretazione della norma

Il criterio ermeneutico letterale suggerisce che, poiché la norma non prevede esplicitamente la detrazione, questa non debba essere applicata. D'altra parte, il criterio teleologico evidenzia l'intento del legislatore di proteggere i lavoratori da pratiche di intermediazione illegittima. La sovrapponibilità tra l'art. 39 e l'art. 32, comma 5 della l. n. 183 del 2010, che riguarda il risarcimento forfettizzato, rafforza ulteriormente questa interpretazione, poiché entrambe le disposizioni mirano a garantire un trattamento equo ai lavoratori coinvolti in situazioni di precarietà.

Conseguenze pratiche e conclusioni

Questa sentenza ha delle importanti conseguenze pratiche per le aziende e i lavoratori. In particolare, le imprese devono prestare attenzione alle modalità di assunzione e gestione della manodopera, evitando pratiche di intermediazione vietata, che possono comportare non solo sanzioni, ma anche obblighi indennitari più gravosi. I lavoratori, dal canto loro, possono trarre vantaggio da una maggiore tutela in caso di contenzioso legato a tali pratiche.

In conclusione, l'ordinanza n. 10005 del 2024 rappresenta un passo significativo verso una maggiore chiarezza e protezione dei diritti dei lavoratori nel contesto dell'appalto di mano d'opera, sottolineando l'importanza di un'applicazione rigorosa delle norme in vigore.

Studio Legale Bianucci