Commento alla Sentenza n. 9679 del 2024: Rappresentanza senza Poteri e Risarcimento Danno

La recente Ordinanza n. 9679 del 10 aprile 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre un'importante occasione di riflessione riguardo alla figura del rappresentante senza poteri e le conseguenze giuridiche che ne derivano. In particolare, la decisione chiarisce i diritti dei contraenti in buona fede e le azioni che possono intraprendere in caso di contratto inefficace.

Il Contesto Normativo e la Sentenza

La questione principale affrontata dalla Corte riguarda l'articolo 1398 del Codice Civile, che disciplina l'azione esperibile dal contraente che ha confidato nell'efficacia del contratto stipulato da un rappresentante privo di poteri. Secondo la Corte, il contraente in buona fede può richiedere il risarcimento del danno subito a causa dell'inefficacia del contratto, senza che ciò precluda l'eventuale azione di restituzione di beni o somme acquisite senza titolo.

(RAPPRESENTANZA SENZA POTERI) - RISARCIMENTO DEL DANNO Azione del contraente in buona fede - Azione dello stesso per il recupero di beni o somme acquisiti in forza del negozio inefficace - Compatibilità. L'azione esperibile, ex art. 1398 c.c., dal contraente che abbia confidato senza colpa nell'efficacia del contratto, contro il rappresentante senza poteri della controparte, al fine di essere risarcito del danno sofferto (spese erogate, dispendio di attività, perdita di altri affari, ecc.), non coincide con quella eventualmente proponibile dal medesimo, indipendentemente dal suo atteggiamento psicologico nella conclusione del contratto, per il recupero di beni o somme che il falsus procurator o altri abbiano acquisito senza titolo, in forza del negozio inefficace; ne deriva che l'esperimento di una di tali azioni non è di ostacolo alla proposizione dell'altra.

Le Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa sentenza ha importanti implicazioni pratiche per i contraenti che si trovano a operare in contesti di rappresentanza. In particolare, si evidenziano due aspetti chiave:

  • Diritti dei Contraenti in Buona Fede: I contraenti che agiscono in buona fede possono tutelarsi efficacemente, richiedendo il risarcimento dei danni subiti e, al contempo, intraprendere azioni per il recupero di somme o beni.
  • Distinzione delle Azioni: È fondamentale comprendere che l'azione per il risarcimento del danno non esclude la possibilità di chiedere la restituzione di quanto indebitamente acquisito, garantendo così una protezione più ampia agli interessi del contraente.

Conclusioni

In conclusione, l'Ordinanza n. 9679 del 2024 rappresenta un importante punto di riferimento nella materia della rappresentanza senza poteri. Essa ribadisce il principio di protezione del contraente in buona fede, permettendo di agire sia per il risarcimento dei danni che per il recupero di beni o somme, senza che una delle due azioni pregiudichi l'altra. Questa sentenza, quindi, non solo chiarisce la posizione giuridica dei contraenti, ma contribuisce anche a rafforzare la certezza del diritto in ambito contrattuale.

Studio Legale Bianucci