Sentenza n. 19850 del 2024: Disconoscimento delle copie fotografiche e conformità all'originale

La sentenza n. 19850, emessa dalla Corte di Cassazione il 18 luglio 2024, tratta un aspetto cruciale del diritto civile: il disconoscimento della conformità delle copie fotografiche o fotostatiche agli originali. La pronuncia evidenzia l'importanza di un disconoscimento esplicito e inequivoco da parte della parte interessata, con riferimento agli articoli 214 e 215 del Codice di Procedura Civile. Analizziamo più nel dettaglio le implicazioni di questa decisione.

Il contesto giuridico

La Corte ha ribadito che l'art. 2719 del Codice Civile richiede un disconoscimento chiaro e specifico della conformità della copia all'originale. In assenza di tale disconoscimento, la copia fotostatica è considerata riconosciuta sia nella sua conformità che nell'autenticità della scrittura e della sottoscrizione. Questo principio è fondamentale per garantire la certezza del diritto e la stabilità delle prove documentali in un processo.

Art. 2719 c.c. - Applicabilità sia al disconoscimento della conformità della copia al suo originale che al disconoscimento dell'autenticità di scrittura o di sottoscrizione - Sottoposizione di entrambe le ipotesi agli artt. 214 e 215 c.p.c. - Conseguenze - Fattispecie. L'art. 2719 c.c. - che esige un espresso disconoscimento della conformità con l'originale delle copie fotografiche o fotostatiche - è applicabile tanto alla ipotesi di disconoscimento della conformità della copia al suo originale, quanto a quella di disconoscimento della autenticità di scrittura o di sottoscrizione, ed entrambe le ipotesi sono disciplinate dagli artt. 214 e 215 c.p.c., con la conseguenza che la copia fotostatica non autenticata si ha per riconosciuta, tanto nella sua conformità all'originale quanto nella scrittura e sottoscrizione del loro autore, se la parte comparsa non la disconosce in modo specifico ed inequivoco alla prima udienza o nella prima risposta successiva alla sua produzione; tale effetto si produce anche quando uno o più eredi non dichiarino entro tali termini - in modo rituale, chiaro ed inequivoco - di non conoscerle. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto idoneo il disconoscimento effettuato dall'erede che si era limitato a dichiarare di "nutrire forti dubbi" sull'autenticità delle contestate scritture private anche se prodotte solo in fotocopia e di non escludere la possibilità che le stesse fossero state composte e firmate dall'apparente sottoscrittrice per uno scopo di pacificazione familiare).

Le implicazioni della sentenza

Questa sentenza ha importanti conseguenze per le parti coinvolte in contenziosi legali. In particolare, se un erede o una parte in causa non disconosce in modo chiaro e specifico le copie presentate, queste ultime si considerano valide e riconosciute. È quindi fondamentale prestare attenzione alle modalità di disconoscimento delle prove documentali, in quanto un'approccio poco rigoroso può comportare la perdita di diritti.

  • Importanza di un disconoscimento esplicito
  • Conseguenze legali del non disconoscimento
  • Riferimenti normativi chiave

Conclusioni

La sentenza n. 19850 del 2024 rappresenta un importante chiarimento sulla questione del disconoscimento delle copie fotostatiche. La Corte di Cassazione ha sottolineato la necessità di un disconoscimento inequivoco e tempestivo, evidenziando il ruolo fondamentale della chiarezza nel processo civile. Le parti coinvolte in cause legali devono essere consapevoli di queste dinamiche per tutelare adeguatamente i propri diritti e interessi.

Studio Legale Bianucci