Pensione di reversibilità: la sentenza n. 11553 del 2024 e l'estensione ai nipoti orfani

La sentenza n. 11553 del 30 aprile 2024 rappresenta un'importante evoluzione nel campo del diritto previdenziale italiano, in particolare per quanto riguarda le pensioni di reversibilità. La Corte di Cassazione, attraverso questa decisione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcune disposizioni normative che escludevano i nipoti maggiorenni orfani dal diritto alla pensione di reversibilità. Questo articolo si propone di analizzare in dettaglio le implicazioni di tale sentenza e l'importanza della sua applicazione nel contesto attuale.

Il contesto normativo

Fino ad oggi, la normativa italiana, in particolare l'articolo 13 del r.d.l. n. 636 del 1939, ha stabilito che la pensione di reversibilità fosse riconosciuta ai coniugi e ai figli del defunto. Tuttavia, l'articolo 38 del d.P.R. n. 818 del 1957 ha escluso i nipoti maggiorenni orfani, anche se inabili al lavoro e a carico dell'ascendente assicurato, da questo beneficio. La decisione della Corte costituzionale n. 88 del 2022 ha, quindi, aperto la strada a una riconsiderazione di questo aspetto.

La sentenza della Corte di Cassazione

RIVERSIBILITA' - IN GENERE Beneficiari della pensione di reversibilità ex art. 13 r.d.l. n. 636 del 1939 - Soggetti equiparati ex art. 38 d.P.R. n. 818 del 1957 - Mancata inclusione di nipoti maggiorenni orfani, inabili al lavoro e a carico dell'ascendente assicurato - Dichiarazione di illegittimità costituzionale - Estensione del diritto a favore dei nipoti conviventi con l'ascendente, alle stesse condizioni e con le stesse limitazioni previste per i figli - Sussistenza. All'esito della declaratoria d'incostituzionalità dell'art. 38 del d.P.R. n. 818 del 1957, ad opera della sentenza della Corte costituzionale n. 88 del 2022, il diritto alla pensione di reversibilità previsto dall'art. 13 del r.d.l. n. 636 del 1939, conv. con modif. dalla l. n. 1272 del 1939, deve essere esteso - alle stesse condizioni e con le stesse limitazioni previste per i figli - a favore dei nipoti maggiorenni orfani, riconosciuti inabili al lavoro e viventi a carico degli ascendenti assicurati, precedentemente non inclusi fra i soggetti equiparati ai beneficiari della prestazione.

Questa sentenza ha dunque accolto la richiesta di estensione del diritto alla pensione di reversibilità anche ai nipoti, a condizione che questi ultimi siano maggiorenni, orfani, inabili al lavoro e a carico dell'ascendente assicurato. Una decisione che segna un passo avanti verso il riconoscimento dei diritti all'interno del nucleo familiare, ampliando le tutele previste dalla legge.

Implicazioni e conclusioni

Le implicazioni di questa sentenza sono molteplici e meritevoli di attenzione. In primo luogo, essa rappresenta un significativo cambiamento nella giurisprudenza italiana, che ora riconosce una maggiore protezione ai nipoti orfani, un gruppo spesso vulnerabile e senza adeguati supporti economici. Inoltre, l'estensione del diritto alla pensione di reversibilità potrebbe avere un impatto positivo sulla qualità della vita di queste persone, offrendo loro una fonte di sostentamento in un momento difficile.

In conclusione, la sentenza n. 11553 del 2024 della Corte di Cassazione non solo chiarisce la posizione giuridica dei nipoti orfani in relazione alla pensione di reversibilità, ma rappresenta anche un passo significativo verso una maggiore equità e giustizia sociale nel nostro ordinamento. È fondamentale che i professionisti del settore legale e i cittadini siano adeguatamente informati su queste novità, per garantire che i diritti di tutti i membri della famiglia siano pienamente tutelati.

Studio Legale Bianucci